Cappelletti resistenti per 400 commensali tra canti e omaggi dedicati ai partigiani
Pienone da record ieri alle Cucine del Popolo a Massenzatico Un gruppo di tedeschi ha intonato “Das Solidaritätslied”
Quattrocento persone divise fra cappelletti, Lambrusco, canti e omaggi ai partigiani. Salutano con un pienone da record, che nemmeno la pioggia ha guastato più di tanto, i festeggiamenti del 25 aprile alle Cucine del Popolo di Massenzatico. Il circolo Arci attivo nella memoria storica e gastronomica ha organizzato, come fa da oltre dieci anni a questa parte, il pranzo a base di “cappelletti antifascisti” e di piatti della tradizione. I cappelletti sono quelli classici reggiani, nessuna variazione di ricetta del 25 aprile, e provengono dalle affidabilissime mani delle rezdore attive a Massenzatico al circolo La Paradisa, da sempre impegnato con le Cucine del Popolo.
I PREPARATIVI
Nelle scorse settimane il gruppo di volontarie e volontari, coordinato da Roberto Bertacchini, si è ritrovato per preparare pasta e ripieno, tirare la sfoglia e piegare i cappelletti, producendo quasi 80 kg del più inscalfibile dei primi reggiani.
IL MENù
I cappelletti sono stati serviti a pranzo a quasi quattrocento commensali all’interno del teatro Artigiano di Massenzatico, rigorosamente in brodo e rigorosamente in brodo di cappone. Un modo efficace per unire due esigenze. Il secondo, altrettanto locale, era a base di bolliti, figli della stessa lavorazione del brodo, serviti poi con le immancabili salse di campagna, verde a base di erbette e arancione con carota e cipolla. A chiudere, zuppa inglese e Lambrusco delle cantine della zona prima del trasferimento alla Paradisa per un pomeriggio di musica chiuso da una pastasciutta in compagnia. Tutto molto gradito dai partecipanti, che hanno riempito ogni tavolo del teatro e dei corridoi a fianco, apparecchiati con tendoni e ombrelloni per proteggere quanto più possibile dalle ondate improvvise di pioggia arrivate a metà pomeriggio.
I CANTI
La festa della Liberazione era ovviamente al centro del programma. Fra gli ospiti si contano un centinaio di tedeschi giunti pochi giorni fa nel Reggiano per l’edizione primaverile dei Sentieri Partigiani di Istoreco. Per concludere la loro esperienza fra Appennino e città, hanno preso parte al pranzo di Massenzatico. E se diversi hanno preferito il menù vegetariano, molti altri hanno potuto assaggiare, magari per la prima volta, la massima specialità della zona. Come “regalo” di ringraziamento per l’ospitalità, il gruppo tedesco ha preparato anche una canzone per l’occasione, “Das Solidaritätslied”, un vecchio brano dei militanti di sinistra negli anni ’30 scritto da Bertold Brecht su musiche di Hanns Eisler per il film Khule Wampe. Gli italiani presenti hanno ricambiato con una versione di Bella Ciao prima di chiudere insieme con un applauso, chiamato dal presidente delle Cucine del Popolo Arturo Bertoldi, a due partigiani seduti a tavola.
I PARTIGIANI
Sono il 97enne Bruno Rontauroli di Massenzatico e il 91enne Francesco “Volpe” Bertacchini, storico testimone dei Sentieri Partigiani arrivato assieme al gruppo germanico. Anche loro si sono gustati i cappelletti prima di ricevere un lungo omaggio da tutti i partecipanti. Il tutto in un luogo particolare e dal valore storico peculiare. Il teatro Artigiano sorge nel dove oltre un secolo fa Camillo Prampolini volle edificare la prima casa del popolo italiano, e l’attuale struttura e il bar a fianco portano tanti segni dell’antico edificio. Prampolini, reggianissimo, padre del socialismo e della cooperazione, la fece costruire nel paese dove era cresciuto, nella casa dei nonni, e ancora oggi la vecchia targa ricorda a tutti questo altro pezzo di storia spesso dimenticato del territorio nostrano. —
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