Il piccolo ha fretta e nasce in ambulanza poi il trasferimento in elicottero a Reggio
Anass è venuto al mondo nel cuore della notte. L’Ausl: «Caso di parto precipitoso, équipe formata per questa casistica»
castelnovo monti. Il piccolo Anass, che non si decideva a nascere, a un tratto ha avuto fretta di venire al mondo. Tanto da non dare il tempo a mamma Fatima di arrivare in ospedale: è venuto alla luce in ambulanza. E pochi instanti dopo mamma e figlio sono stati trasferiti in elicottero all’ospedale di Reggio Emilia.
Il caso di “parto precipitoso” – come illustra una nota stampa dell’Azienda Usl Irccs – è avvenuto nella notte tra mercoledì e ieri a Castelnovo Monti. Una nascita che inevitabilmente arriva a rinfocolare le polemiche, mai sopite da quando il punta nascita del Sant’Anna è stato chiuso.
IL LIETO EVENTO
Per la giovane Fatima – 29 anni, già mamma di altri due bambini – il termine della gravidanza era il 20 aprile scorso. Ma il piccolino in grembo, superata la data, non aveva ancora intenzione di nascere. «Siamo venuti in ospedale ieri (mercoledì, ndr) per i controlli – ci racconta Fatima – ma nulla. La dottoressa ci ha anche detto di fare un giro e di tornare per vedere se si muoveva qualcosa, ma niente. Così siamo tornati a casa».
Verso le due di notte le prime avvisaglie. Poi velocemente il parto si è avviato. La famiglia ha chiamato il 118, che ha fatto arrivare l’ambulanza della Croce Verde. E proprio a bordo di questa Anass è nato: un bel bambino di 2,8 chili per 51 centimetri. Quindi l’elisoccorso di Bologna – che intanto era stato fatto arrivare, pronto a portare la mamma in sala parto a Reggio Emilia – è arrivato ed è decollato con mamma e figlio. Che ora sono ricoverati all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio in ottime condizioni.
«Certo, se ci fosse stato un ospedale più vicino sarebbe stato meglio. Ma sia quelli dell’ambulanza che quelli dell’elicottero sono stati bravissimi. Degli angeli», ci tiene a dire Fatima.
LA NOTA DELL’AUSL
A rendere noto del lieto evento avvenuto in ambulanza, ieri, è stata una nota ufficiale dell’azienda sanitaria. Dove spiega che la donna «con gravidanza a termine di Castelnovo Monti ha avuto un parto precipitoso a bordo dell’ambulanza che lei stessa aveva chiamato alle 3.40, in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso inviato dalla centrale operativa 118 di Parma».
«Il parto è avvenuto con l’assistenza di due medici, tra cui un anestesista, e tre infermieri dell’emergenza urgenza, tutti opportunamente formati per questa casistica – sottolinea –. L’elisoccorso, dopo il parto, ha portato mamma e bambino, entrambi in buona salute, all’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio. Il parto precipitoso è quello che avviene entro un’ora dall’inizio del travaglio, come avvenuto in questo caso, a fronte di una durata media del travaglio nelle primipare di 10 ore e nelle pluripare di 6/7 ore. Per queste caratteristiche negli ultimi anni ci sono stati parti precipitosi extraospedalieri in tutti i distretti della provincia, principalmente nel Distretto di Reggio. Si tratta di parti che di norma non hanno conseguenze negative né per la mamma, né per il bambino». «La signora, portatrice di gravidanza fisiologica e seguita dai servizi, era stata visitata all’ospedale di Reggioper controlli di fine gravidanza due volte nell’ultima settimana. In uno di questi controlli le è stata proposta la foresteria, che ha rifiutato. La foresteria, situata a Reggio, è un servizio gratuito messo a disposizione dall’Azienda Usl per ospitare donne in gravidanza e familiari del distretto montano» conclude la nota dell’Ausl. Ma sul crinale l’episodio, inevitabilmente, fa discutere. —
Elisa Pederzoli
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