Nell’autofficina della droga scovati anche nomi e cifre
La Squadra Mobile ha trovato in uno dei nascondigli anche dei fogli scritti a mano con i nomi e la contabilità ora oggetto di approfondimenti
REGGIO EMILIA. Azeddine Hadiri ha 41 anni, viene dal Marocco e ha un’avviata autofficina a Mancasale. I clienti non sembrano mancare e nemmeno i soldi. I suoi due dipendenti, Matteo Manfrini e Antonio Peluso vivono a Castelnovo Sotto, ed erano con Azeddine quando la Squadra Mobile è entrata nell’autofficina stipata con oltre due quintali di droga. Difficile non essersi mai accorti della presenza dell’hashish e della cocaina. Era in ogni dove, tanto da valere l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini dello spaccio per l’ingente quantitativo per tutti e tre gli uomini, ora rinchiusi nel carcere della Pulce a Reggio e in attesa dell’udienza di convalida.
Nell’autofficina sono state trovate anche importanti tracce investigative: oltre ai classici bilancini di precisione, gli investigatori hanno sequestrato infatti dei fogli scritti a mano con nomi e cifre.
Ora la Squadra Mobile sta cercando di risalire alla provenienza della droga, giunta da diverse fonti. Parliamo di 221 chilogrammi di hashish, 3 chili e mezzo di cocaina in sasso e sette etti abbondanti di marijuana. Aprire un cassetto o un’auto e trovare della droga era facile come cercare una penna, secondo la ricostruzione del sequestro. Nell’ufficio al piano superiore, nascosti nel controsoffitto, c’erano quattro involucri di cocaina per un peso di 2 chilogrammi.
A terra, invece, nascosti sotto alcuni documenti legati ai conti dell’azienda, gli agenti della Squadra Mobile di Reggio hanno trovato un altro involucro con due etti sempre di cocaina. Nel capannone all’interno di un bidone di plastica è stata trovata la marijuana. Poi ci sono le auto: un’Audi A6 di proprietà di Azeddine, nel cui bagagliaio c’erano cinque involucri con 8 etti di cocaina. Dentro una Ford Focus intestata a una parente dell’arrestato, c’era un altro mezzo chilo di cocaina e qualcosa come 323 ovuli di hashish del peso di quasi 3 chilogrammi, più altri 92 panetti sempre di hashish per il peso di una decina di chili. Il grosso della droga, però, era nell’auto intestata alla Super Car srl: una Honda Jazz con dentro 7 grandi confezioni per un peso di 68 chilogrammi di hashish e altre sette confezioni con dentro panetti per altri 135 chili di droga. Un altro panetto di hashish era dentro il cruscotto di una Ford Fiesta intestata sempre all’autofficina, mentre dentro un contatore elettrico era nascosto un ovulo di hashish.
I tre si trovano ora al centro di una della più rilevanti indagine sul traffico di droga al nord. Resta da capire quale fosse il loro ruolo all’interno di uno schema sicuramente più ampio e indagato a fondo dalla polizia, che ha stretto il cerchio sull’autofficina di Mancasale. —
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