Sequestrata la sala scommesse troppo vicina a una scuola
I carabinieri hanno messo i sigilli al locale di via Manzoni, controllato in febbraio Indagata per esercizio abusivo del gioco d’azzardo la legale rappresentante
CASTELLARANO. Sequestrata la sala scommesse di via Manzoni, finita nei guai lo scorso febbraio perché accusata di lavorare senza permessi né autorizzazioni, e perché è troppo vicina a una scuola. La decisione è stata presa dal gip del tribunale di Reggio Emilia, che ha accolto le richieste della Procura, il cui sostituto ha coordinato le indagini di carabinieri e polizia municipale sull’attività del locale.
i sigilli
I militari di Castellarano hanno messo i sigilli all'attività – che raccoglieva scommesse sportive per conto di una società austriaca, e quindi non affiliata al Monolio di Stato – poche sere fa. All’atto dei controlli scattati in febbraio, i carabinieri accertarono che la titolare dell’attività, una 25enne residente a Modena, raccoglieva scommesse sportive senza essere munita dell'autorizzazione e con diffida a intraprendere o proseguire l’attività di raccolta. In quell’occasione i militari – per avere la prova definitiva del tipo di attività che veniva svolta all’interno del locale – identificarono dei clienti che avevano appena fatto scommesse e altri che si apprestavano a farle in una delle dodici postazioni presenti nella sala.
la storia
Ma l’attenzione sul locale di via Manzoni è iniziata ben prima di febbraio: a fine luglio, quando il sindaco Giorgio Zanni si è reso conto che in quei locali erano iniziati dei lavori senza chiedere però alcun permesso in Comune, ma soprattutto con l’evidente intenzione di non attrarre l’attenzione. Finestre e porte oscurate, e all’esterno non comparivano insegne, né cartelli di inizio lavori. Insomma, una situazione sospetta, diventata più chiara ad agosto, quando è compasa un’insegna grazie alla quale si è compreso che negli spazi di via Manzoni sarebbe stata aperta una sala scommesse. A quel punto sono entrati in scena gli agenti della Municipale, che hanno compiuto il primo blitz accertando che, oltre a mancare la documentazione, la sala scommesse era a una distanza inferiore ai 500 metri da una scuola. Troppo vicina, secondo la legge regionale, che stabilisce norme e principi sulla convivenza di quel tipo di attività con i cosiddetti luoghi sensibili. Di lì a poco è partita la diffida del Comune, consegnata dalla Municipale ai proprietari dell’immobile e alla società di gestione.
Non è accaduto nulla: nessuno dei gestori si è fatto vivo o ha comunica al Comune. Ma i lavori, almeno apparentemente, si sono fermati. Fino a febbraio, quando la sala scommesse ha aperto i battenti. A quel punto si sono riuniti carabinieri e polizia municipale per decidere il da farsi: il giorno dopo i militari si sono presentati in via Mazoni e hanno passato al setaccio tutto ciò che è conservato negli uffici, interrogando anche gli avventori. Al termine del blitz sono scattate denunce e multe che hanno portato, nell’arco di due mesi, al provvedimento di sequestro. La 25enne legale rappresentante dell’attività è indagata per esercizio abusivo dell’attività di gioco d’azzardo. —
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