Spari e gelosia: ora il nomade vivrà nascosto
Non tentato omicidio ma lesioni: si alleggerisce la posizione Grisetti, che va ai domiciliari ma distante dal suo avversario
CORREGGIO. Teres Grisetti non voleva sparare contro qualcuno ma contro l’auto del suo avversario in amore, che poco prima si era già dileguato, portato lontano dai parenti dopo la zuffa. È questa la linea difensiva che ha tenuto banco ieri durante l’udienza di convalida del fermo disposto nei giorni scorsi per Grisetti, il 35enne che una settimana fa ha sparato nel campo nomadi di via Sinistra Tresinaro a Correggio, dove vive, sparendo per un paio di giorni per poi consegnarsi alla polizia, facendo ritrovare anche l’arma.
Il movente è legato alla contesa per una donna, il cui compagno è andato al campo - spalleggiato dai familiari - per una resa dei conti con Grisetti. Una zuffa effettivamente avvenuta e terminata con l’allontanamento dell’avversario. Grisetti, una volta liberatosi, ha preso la pistola sparando prima in aria e poi contro l’auto dell’uomo che aveva già preso il largo. Una ricostruzione della dinamica considerata ancora confusa dagli inquirenti e sulla base di testimonianze tortuose.
Ma proprio su questa dinamica, però, la difesa di Grisetti - affidata all’avvocato Liborio Cataliotti e al collega Cianferoni del foro di Firenze - è riuscita a far derubricare provvisoriamente il reato da tentato omicidio in lesioni gravi colpose, che sono valse il passaggio dal carcere agli arresti domiciliari per Grisetti. Viste le motivazioni all’origine dello scontro tra nomadi, Grisetti è stato portato lontano dal campo di Correggio in accordo dalla famiglia, per evitare ulteriori rischi. Vivrà sostanzialmente nascosto, a disposizione della procura e in attesa di giudizio.
Nel giorno dello scontro al campo sarebbero state una trentina le persone che si sono raccolte per la resa dei conti. Le testimonianze finora raccolte confermerebbero che il colpo di pistola che ha frantumato il femore a uno dei presenti, non sarebbe stato sparato al suo indirizzo. Grisetti ha raccontato di aver sparato prima in aria per fare desistere i parenti dell’avversario ancora presenti, poi avrebbe sparato contro l’auto del contendente, che l’aveva lasciata lì perché portato via con un’altra macchina. Uno dei colpi avrebbe colpito il terreno per schizzare di lato, colpendo una terza persona che si trovava poco distante. Le indagini non sono però chiuse e il sostituto procuratore Giacomo Forte sta raccogliendo ulteriori testimonianze per poter incrociare i diversi racconti raccolti dalla Squadra Mobile della questura di Reggio. Già nei giorni scorsi si era parlato di un ferimento alla gamba a causa di un colpo di pistola di rimbalzo. Il colpo finito a terra aveva alzato una nuvola di polvere, seguito subito dopo dall’urlo dell’uomo ferito e portato poi all’ospedale di Carpi. Grisetti dovrà rispondere anche di porto e detenzione illegale dell’arma. Oltre a questo dovrà rispondere anche del reato di ricettazione essendo risultata rubata. —
Enrico Lorenzo Tidona
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