Gazzetta di Reggio

Reggio

poviglio 

Accoltellamento al Kaleidos muto dal gip il 19enne arrestato

Accoltellamento al Kaleidos muto dal gip il 19enne arrestato

Tentato omicidio: il giovane in aula si è avvalso della facoltà di non rispondere L’operaio, ai domiciliari, chiede un permesso per lavorare. A giorni la decisione 

2 MINUTI DI LETTURA





POVIGLIO. È durato pochi minuti – ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia – l’interrogatorio di garanzia del 19enne Emanuele Cacìa, accusato di tentato omicidio.

L’indagato non ha voluto rispondere alle domande del gip Dario De Luca, quindi nemmeno dal lato difensivo è stato aggiunto qualcosa sull’accoltellamento del povigliese 23enne Tobia Grimaldi, avvenuto la sera dello scorso primo aprile all’interno del centro culturale Kaleidos di Poviglio. Bocca cucita, quindi, da parte dell’operaio di Castelnovo Sotto: solo la richiesta al gip De Luca, attraverso l’avvocato difensore Andrea Cantoni, di allargare le maglie degli arresti domiciliari per poter lavorare in orari quotidiani ben definiti, per poi far rientro a casa. Richiesta che ora è al vaglio del pm Giulia Stignani (titolare dell’inchiesta). Una volta che il magistrato inquirente esprimerà il proprio parere (positivo o negativo, al momento non si sa), la questione verrà valutata dal giudice. La decisione nei prossimi giorni.

Secondo quanto hanno potuto ricostruire i militari, Cacìa una volta arrivato al Kaleidos avrebbe chiesto a Grimaldi di uscire dal locale per chiarire una faccenda: dopo qualche istante, però, tra i due era scoppiata una discussione, al termine della quale – dopo essere venuti alle mani – il 23enne si era accasciato a terra con una ferita al costato. Mentre ad allontanare l’aggressore sarebbe stato uno dei testimoni che, presente dentro al locale, ha assistito alla scena. Con un post su Facebook la vittima – originaria di Pagani (Salerno) – si è già fatta sentire: «Chi mi ha aggredito forse non ha nulla da perdere – scrive – io invece ho due bambini che mi aspettano a casa. Ho lottato e combattuto fino alla fine. Ma ora ho bisogno dei povigliesi per fare chiarezza su questa vicenda. Il mio aggressore ha detto ai carabinieri che quella sera ha avuto una colluttazione con me, ma senza accoltellarmi: mi viene da ridere – aggiunge – per fortuna sono venuti a trovarmi gli inquirenti e ho potuto dire le cose come stanno». Grimaldi poi contesta il presunto movente: «Nessuna donna contesa, quando sono arrivato al Kaleidos lui non c’era, come posso aver lanciato uno sguardo alla sua ragazza? È una scusa, lui mi cercava già dal giorno prima, è stata una cosa premeditata». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google