Gazzetta di Reggio

Reggio

LA POLIZIA FERMA IL BRANCO 

Coppia aggredita e picchiata a Carpi Presi in quattro, uno abita nel Reggiano

Serena Arbizzi
Coppia aggredita e picchiata a Carpi Presi in quattro, uno abita nel Reggiano

Lui pestato a sangue e svenuto a terra. Lei, esperta di boxe thailandese, lo difende, tira pugni e blocca uno degli aggressori 

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Pericolosi, giovani, allucinati e sballati da un mix di Revotril, farmaco antidepressivo, e alcol, che provoca una sorta di “annientamento della coscienza”, effetto simile a quello dell’eroina.

Questo l’identikit dei tre aggressori di Rossella Setti e Mattia Polisena, la coppia aggredita brutalmente dal branco in via Bellentanina a Carpi, nella notte tra venerdì e sabato scorso. I tre, tra i quali un reggiano, sono stati fermati, nel tardo pomeriggio di venerdì, durante un’operazione condotta dalla polizia, le cui indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Katia Marino. Due dei tre si trovavano al “Ma c’è” di via Medaglie d’oro, dove erano soliti ritrovarsi. L’altro era a casa. Ai tre si aggiunge il quarto, arrestato in flagranza, grazie alla prontezza di Rossella che, per legittima difesa, lo ha colpito e gli è saltata sopra, immobilizzandolo, mentre stava per fuggire.

Si tratta di quattro giovani – due ventenni, un 21enne e un 27enne, due di origini marocchine e due di origini tunisine – regolari, nullafacenti. Due di loro hanno frequentato scuole carpigiane e sono residenti a Carpi, due con carta di soggiorno di lungo periodo. Due hanno un permesso per motivi di lavoro (uno dei quali richiesto a Reggio Emilia), in Italia almeno dal 2013. Hanno precedenti per reati contro il patrimonio. Alcuni elementi preziosi hanno consentito di risalire a loro. Come i testimoni e Rossella, che hanno riconosciuto i soggetti. In via Bellentanina si sarebbero trovate anche altri due italiani che volevano separare il branco dalla coppia. Altro elemento fondamentale: le telecamere della sala slot di via Biondo dove uno degli aggressori ha tentato di ripulirsi dal sangue: aveva l’arcata dentaria superiore rotta dopo i pugni ricevuti da Rossella, esperta di muay thai, la boxe thailandese. Si aggiungono dati tecnici e testimonianze raccolte al pronto soccorso da chi ha riconosciuto l’aggressore, accompagnato da due amici. «Siamo soddisfatti, ma non ci fermeremo – dice Salvatore Blasco, dirigente della Squadra mobile, annunciando che le indagini proseguiranno –. L’ufficio immigrazione ha già avviato le pratiche per la revoca dei permessi concessi e il non rinnovo degli altri due».

Il movente non è chiaro. Invece, è certo che il branco si sballa con Revotril e alcol mescolati, e ha reagito in modo aggressivo anche alla cattura. I tre sono stati fermati per rapina, lesioni gravi e minacce. Uno di loro aveva la ricetta del farmaco in tasca. Gli aggressori fotocopiavano le ricette per potersi garantire il Revotril. Due dei quattro avevano dato in escandescenze anche lunedì, quando erano stati presi dopo aver molestato un’educatrice dell’oratorio Eden e un ristoratore, devastando l’auto della lolizia e la cella. —



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