Dalle casse mancano ancora dieci milioni di euro in multe
Nonostante la cifra causata dal ritardo nel pagamento sia considerevole Reggio Emilia è fra le città italiane più virtuose nel saldo dei “conti stradali”
Non è modesto l’ammanco dell’erario comunale dovuto all’inadempienza degli automobilisti che si dimenticano o si rifiutano di pagare le multe. Ammontano a 10,3 milioni gli arretrati non corrisposti entro i termini prescritti e non ancora riscossi. È una somma ingente, formata non solo dalle sanzioni amministrative, ma anche dalle cospicue penalità e dagli interessi maturati nel corso degli anni. Infatti la multa si raddoppia, se non viene pagata entro sessanta giorni dalla notifica, e l’Agenzia delle Entrate incaricata della riscossione contabilizza poi anche le more.
Eppure la nostra città si dimostra una delle più virtuose, nel quadro nazionale assai desolante che il quotidiano Il Sole 24 Ore illustrava in un ampio servizio dedicato ai condoni che la sanatoria numero 12 targata M5S-Lega concede estendendo a quasi cinquemila comuni la possibilità di chiudere gli arretrati locali al di fuori di Equitalia senza pagare penalità e interessi.
SANATORIA
Gli automobilisti reggiani sono tra quelli che approfitteranno meno dell’eventuale sanatoria, dal momento che nella grande maggioranza dei casi pagano subito le multe. Quelle del 2017, l’anno a cui si riferisce l’inchiesta del Sole, ammontavano a 6,1 milioni. Il 73,4% di tale somma è stato riscosso entro la fine di quell’anno. Poche altre città capoluogo di provincia possono vantare percentuali più alte: Enna il 100%, Massa il 99,1%, Verbania il 98,2%, Forlì il 98,1% e poi Fermo, Vicenza, Rieti, Matera, Latina, Nuoro e Padova. Le altre città dell’Emilia-Romagna, a parte Forlì, hanno quote di riscossione più basse.
in emilia
Bologna è ferma al 59,8%, con un arretrato di multe non riscosse pari a 75,6 milioni. A Parma si registra un 62,4%, ma con un arretrato di 13 milioni inferiore al totale (19 milioni) delle multe del 2017. Modena ha una percentuale del 58,8% e un arretrato di 20,9 milioni rispetto agli 11,5 sanzionati nel 2017.
Ravenna è l’unica, con il suo 26,3% a scendere negli ultimi gradini della graduatoria nazionale, dove troviamo Catania (5,5%), Napoli (18,6% con 781, 3 milioni di arretrati) e Roma. La capitale, oltre ad avere riscosso soltanto un misero 23,8% dei 455,3 milioni di multe di due anni fa, accusa due miliardi e 28 milioni di arretrati, la cifra più alta d’Italia. Se si rapporta il totale delle sanzioni non pagate al numero degli abitanti la regione Lazio risulta la meno scrupolosa, con una media di 349,70 euro a testa. Seguono la Campania (186,26) e la Lombardia (136,24). L’Emilia-Romagna, con i suoi 49,66 euro pro capite, è molto al di sotto della media nazionale di 110,71.
«Il risultato di Reggio – commenta Stefano Poma, comandante della Polizia municipale – si deve sia al senso civico degli abitanti sia al fatto che le sanzioni hanno un senso che gli automobilisti comprendono e che li induce quasi sempre a pagare senza contestazioni. Evitiamo, ad esempio, di mettere dappertutto gli autovelox, che provocano irrigidimenti e proteste. I casi più frequenti di rimostranza riguardano il passaggio con il semaforo rosso, ma soltanto l’uno per cento dà adito a ricorsi. In passato avevamo comminato una valanga di multe ai residenti che si dimenticavano di rinnovare il permesso per la ztl. Ora il problema è superato grazie al rinnovo automatico». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
