Gazzetta di Reggio

Reggio

castellarano 

La maestra che aiuta i Masai L’obiettivo è costruire la scuola

Paolo Ruini

Roberta Bonini organizza raccolte di fondi per aiutare una tribù che da nomade è costretta alla stanzialità È già riuscita a realizzare un lago

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELLARANO. Ci sono tanti modi per aiutare il prossimo o per fare della beneficenza. Un’insegnante elementare di Castellarano, amante dei viaggi in Africa, ha deciso di saltare la barricata del semplice turista e di aiutare una delle ultime tribù Masai che ora vive nella località di Mukindi Hesapo, in Tanzania.

I tempi cambiano e i Masai in quelle zone non possono più praticare la vita nomade seguendo le mandrie di mucche che allevavano. Non possono più entrare in molti terreni, o perché sono diventati proprietà private, oppure perché sono stati destinati a parchi.

Roberta Bonini è venuta a conoscenza di questa triste realtà in uno dei suoi viaggi e ha conosciuto alcuni Masai, che dovranno imparare a diventare sedentari, con il rischio di morire di fame perché, ovviamente, non conoscono le tecniche per coltivare.

«Un paio di anni fa, in un viaggio in Africa, abbiamo conosciuto e fatto amicizia con Wiliam Tangon, un giovane Masai, e abbiamo conosciuto a fondo il disagio che sta vivendo la sua tribù, che da nomade è diventate stanziale. I problemi sono molti, e abbiamo pensato di aiutarli con tutte le nostre forze».

Quale è la prima cosa che avete fatto?

«Mio marito ha insegnato loro alcune tecniche per coltivare la terra. Poi vi era il grosso problema dell’acqua, che è stato risolto con la costruzione di un lago. I fondi necessari sono stati raccolti da molte mamme della scuola elementare di Roteglia. È molto bello il fatto che hanno battezzato lo specchio d’acqua con il nome “Lago delle Mammi”».

Altri obbiettivi?

«Quello dell’istruzione è basilare, e sarebbe necessario costruire una piccola scuola per i giovani del villaggio. Per questo siamo riusciti a coinvolgere l’associazione Sportinsieme di Castellarano, di cui faccio parte come arciera, e per tutto il 2019 vi saranno iniziative dedicate alla raccolta fondi per la scuola in Tanzania. L’aspetto interessante è che i soldi verranno dati direttamente al villaggio, senza intermediazioni, e ad avanzamento lavori. Un po’ come è successo per il lago e per il materiale didattico che abbiamo inviato per i ragazzi».

Riuscirete nell’impresa?

«Secondo me sì, perché già dalla prima cena sociale di Sportinsieme vi è stata una grande risposta di solidarietà. Poi, quando le persone sanno che la loro offerta è finalizzata e arriva a destinazione senza disperdersi, si ha una grande partecipazione e disponibilità». —

Paolo Ruini

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google