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Vassallo: «La medaglia della vergogna spetta alla giunta regionale»

Vassallo: «La medaglia della vergogna spetta alla giunta regionale»

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CASTELNOVO MONTI. Nadia Vassallo, portavoce delle Cicogne e candidata sindaco per la lista Castelnovo ne' Cuori, replica all’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi, che aveva definito il suo commento sul parto in ambulanza un modo per «cercare consensi come candidata sindaco». Vassallo: «Spiace che Venturi cerchi di deresponsabilizzare le sue scelte e quelle della giunta buttandola in caciara politica. Se noi siamo scese in campo è proprio per proseguire una battaglia di 5 anni in difesa delle donne e dei bambini anche all’interno delle istituzioni. Purtroppo i fatti che sono accaduti non dipendono da noi, dipendono da Venturi, dal fatto che ha chiuso il punto nascite di Castelnovo mandando al ministero una domanda di deroga piena di vizi di forma e di sostanza. Ma soprattutto dipendono dal fatto che Venturi oggi non vuole chiedere una revisione del parere nonostante a Roma si siano espressi favorevolmente al riguardo, dopo aver conosciuto i dati veri delle distanze e aver saputo com’era organizzata la squadra di professionisti per assistere il parto al Sant’Anna, informazioni fornite da noi e non dall’assessore. Se quella donna e le altre donne che hanno partorito l’hanno fatto sulla strada, non dipende dalla mia candidatura; dipende dalla delibera con cui la Regione ha chiuso tutti i punti nascita in Appennino emiliano, lasciandone aperti ben 10 sotto lo standard minimo nella pianura ricca di votanti. La medaglia della vergogna per la strumentalizzazione spetta a Venturi e alla sua giunta, perché chi ha compiuto scelte nell’ottica elettorale sono stati loro. Se Venturi vuole essere credibile mandi una richiesta di revisione del parere di deroga al ministero senza aspettare riforme legislative che erano state promesse entro marzo; già ora la legge consente al Sant’Anna la deroga per condizioni orogeografiche difficili. Ne va della sicurezza di donne e bambini della montagna e ne va anche della responsabilità dei valorosi operatori sanitari che debbono improvvisarsi ginecologi ed ostetrici per coprire il buco che ha creato la Regione». —

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