Lavori a una ditta di Parma. È già bufera sul Seminario
Lettera di fuoco firmata da Storchi (Unindustria) a Mauro Severi del Comitato «Somme raccolte tra i nostri associati, che disapprovano: riassegnate il lotto»
REGGIO EMILIA L’appalto per la ristrutturazione del Seminario va riassegnato. A chiederlo senza mezzi termini sono gli imprenditori reggiani che hanno raccolto ingenti fondi per ristrutturare il Seminario vescovile - come testimoniato dai cartelli celebrativi appesi alla cancellata - destinato a diventare la terza sede dell’università in città. Il nodo del contendere sono i lavori del primo lotto, assegnati nei giorni scorsi a una ditta edile ma di Parma.
Uno “sconfinamento” bollato come un controsenso dagli imprenditori reggiani, che «hanno maturato una legittima aspettativa affinché i lavori di ristrutturazione potessero essere appannaggio di imprese rappresentanti l’economia locale». Questo il forte richiamo contenuto in una lettera che gli imprenditori dell’edilizia in primis hanno fatto vergare direttamente al presidente di Unindustria, Fabio Storchi, con il sostegno del consiglio di presidenza dell’associazione, e inviata al presidente del Comitato Reggio Città Universitaria, che altri non è se non l’ex presidente degli stessi industriali, l’architetto Mauro Severi, messo a capo del progetto di riqualificazione una volta decaduto dal vertice degli industriali.
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Uno scontro ai vertici inusuale, per un progetto condiviso da tutti: dal sindaco Luca Vecchi al vescovo Massimo Camisasca, fino a Unimore, associazioni e industriali, che hanno unito le forze per portare a compimento in tempi record il progetto che costerà 12 milioni di euro, la cui prima pietra verrà posata proprio oggi, alla presenza di tutte le autorità.
Una festa funestata dalla bufera si sta abbattendo. C’è chi assicura che non si tratta di una mera questione di soldi – visti gli sconti applicati e il fine ultimo – bensì di una questione di immagine. Una gara a chi fa di più per la propria città, nella quale a spuntarla è stata però una ditta estranea all’afflato reggiano. I lavori edili del lotto A hanno un importo di 2,4 milioni di euro e sono stati aggiudicati – in maniera legittima e secondo una gara a chiamata che prevede una componente discrezionale – alla Cooperative Edile Artigiana di Parma. I soldi messi sul tavolo dai reggiani, sia privati sia enti pubblici, sono considerati «espressione della società reggiana e del suo territorio», scrive Storchi nella missiva invocata dagli associati. A tal punto da verbalizzare la «grave contrarietà» largamente condivisa dall’Ance (l’associazione costruttori) rispetto all’assegnazione, «che rischia di arrecare pregiudizio» alla ancora necessaria raccolta fondi.
La richiesta, per non tagliare i viveri al progetto, è chiara e diretta a Severi: rivalutare «l’assegnazione dei lavori privilegiando le imprese appartenenti al tessuto economico locale. Una soluzione che ci auguriamo ancora praticabile, indispensabile per mantenere la motivazione e gli equilibri tra gli enti, le istituzioni, le associazioni e le imprese che hanno sin qui aderito al progetto di finanziamento». —
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