Reggio Emilia, bambino salvato in bilico sul balcone: denunciata la mamma
La testimonianza di uno di coloro che per primi hanno visto il bimbo a penzoloni: «Il piccolo sembrava si buttasse, la polizia municipale è arrivata subito»
REGGIO EMILIA. Il giorno dopo la tragedia sfiorata del bambino in bilico sul balcone, in zona stazione la vita continua a scorrere. Le solite persone, il solito viavai nei bar a gestione cinese del piazzale, le solite attese alle fermate degli autobus.
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Ma nelle orecchie di tutti i frequentatori abituali del quartiere ci sono ancora le urla, strazianti, di quel bimbo con i piedi a penzoloni nel vuoto, abbandonato dalla madre e terrorizzato. Fra questi, sotto i portici all’angolo tra viale IV Novembre e piazzale Marconi, sul lato che affaccia in via Turri, vi è anche un terzetto di uomini di origine straniera.
Pelle cotta dal sole, mani rugose e barba leggermente incolta, sono stati loro ad accorgersi per primi delle urla del bambino. E, quando hanno alzato gli occhi al cielo, hanno visto i suoi piedi che dondolavano a decine di metri di altezza.
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I tre non hanno perso tempo: sono saliti fin sopra al palazzo cercando di farsi aprire, hanno avvisato i vicini e nel frattempo hanno chiamato le forze dell’ordine. Una telefonata tempestiva perché ha consentito alla polizia municipale di arrivare sul posto in pochi istanti e salvare da morte certa il bambino.
Un gesto provvidenziale, quello dei tre uomini, ma adesso nessuno di loro vuole farsi troppa pubblicità. «Non abbiamo fatto nulla di eccezionale – raccontano schiettamente – e non siamo certo degli eroi. Abbiamo fatto quello che potevamo, poi è arrivata la Municipale che ha fatto il resto».
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Alla fine a raccontare quei lunghissimi istanti di terrore è uno di loro, di origini tunisine: «Quando abbiamo alzato gli occhi lo abbiamo visto. Si era arrampicato sopra la ringhiera del balcone, all’ultimo piano. Le giuro sembrava proprio che si volesse buttare giù, sicuramente poteva cadere da un momento all’altro». Pensando che in casa del bambino ci fosse qualcuno che però non si era accorto di quanto stava accadendo, i tre sono saliti in tutta fretta lungo le scale del palazzone di viale IV Novembre e hanno bussato più volte, senza ricevere risposta».
«A quel punto – prosegue l’uomo – abbiamo iniziato ad avvisare i vicini e nel frattempo abbiamo chiamato i soccorsi. I primi ad arrivare sono stati gli agenti della Municipale, sono stati velocissimi».
Assieme ai poliziotti sono quindi riusciti a trovare un amico di famiglia del piccolo che aveva le chiavi: «I vigili sono entrati e lo hanno trovato seduto sopra la ringhiera, aveva utilizzato una piccola scaletta rossa che aveva lì di fianco e si era arrampicato. Piangeva a dirotto, era davvero terrorizzato, una situazione pericolosissima».
Fortunatamente però alla vista degli agenti il bambino non ha reagito con spavento, grazie anche alla calma e all’esperienza dimostrata dalla Municipale, e si è buttato fra le loro braccia in cerca di conforto.
La mamma, intanto, oggi sarà denunciata dalla Municipale per il reato di abbandono di minore. Qualora la donna fosse giudicata colpevole, infatti, rischierebbe la reclusione da sei mesi a cinque anni, pena che viene aumentata quando il fatto viene commesso da un genitore.
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