Bufera sul Seminario Severi chiama Storchi «Appalto trasparente»
Il presidente del comitato getta acqua sul fuoco delle polemiche con gli industriali «Le gare vanno vinte. Procedura senza macchie: escludo riassegnazioni»
«Problemi con Unindustria? Non direi, Storchi lo sento spesso, l’ho sentito anche stamattina». Mauro Severi non si ritrae e risponde dopo gli attacchi, masticando però amaro nonostante possa confidare sul quadrato formato in sua difesa ieri dalle istituzioni reggiane dopo l’affondo portato dagli industriali reggiani, che hanno chiesto via lettera di rivedere l’assegnazione dei lavori per il primo lotto di ristrutturazione del Seminario. Un appalto assegnato per la parte edile a un’azienda di Parma, disattendendo quella che viene definita una «legittima aspettativa affinché i lavori di ristrutturazione potessero essere appannaggio di imprese rappresentanti dell’economia locale». Così è riportato nella missiva di fuoco firmata dal presidente di Unindustria Fabio Storchi. «Conosco molti imprenditori che hanno finanziato il progetto ed è un fatto normale che la gara d’appalto, come è stato detto durante tutto il percorso della giornata, deve essere vinta. Il 50% del lotto è andato all’azienda di Parma, un altro 50% ad aziende reggiane. Non ci sono problemi penso. Le gare d’appalto hanno dei rischi e dei vantaggi. Diciamo anche che l’università di Modena e Reggio lavora in un territorio molto più ampio quindi penso che non sempre è possibile vincere. Non ritengo che ci siano problemi. Tutte le aste pubbliche sono fatte in un certo modo. Questa è un’asta di un ente privato però fatta con criteri di trasparenza, com’era negli accordi con il comitato che deve gestire anche somme pubbliche».
Dalle retrovie c’è chi chiede di andare oltre e spegnere il fuoco delle polemiche. Storchi, ieri non presente, ha mandato in visita il direttore di Unindustria Filippo Di Gregorio e il vice presidente Mauro Macchiaverna di Rcf, azienda tra quelle sponsor del progetto Seminario. «Siamo partiti un anno fa con l’operazione Seminario» ha detto ieri Severi durante la posa della prima pietra che ha dato l’avvio ai lavori del cantiere per la creazione del terzo polo universitario a Reggio Emilia. «Siamo riusciti a raccogliere la prima parte di somme che ci serviva per partire con il primo lotto - dice l’architetto e presidente proprio di Unindustria fino al 2018, quando ha passato il testimone a Storchi - Ora siamo pronti a iniziare il cantiere». Sulla cerimonia aleggia la protesta degli imprenditori reggiani, sponsor principali del progetto di riqualificazione, che mettono in dubbio anche future erogazioni nel caso in cui non si ritrovi una nuova quadra.
Severi guarda bene oltre. «È una giornata storica» ha detto in apertura salutando le autorità nel piccolo palco allestito all’interno del Seminario, dove ha spiegato il progetto, soffermandosi brevemente sulla gara. «L’appalto è stato effettuato con la trasparenza e metodologie di gara necessarie quanto si utilizzano risorse pubbliche - ha ribadito - rispettando inoltre il protocollo scritto con l’associazione Reggio Città Universitaria e l’ente Seminario, attuatore dell’intervento». Poi l’area vasta, tema caro a Severi e centrale nel suo mandato da presidente degli industriali: «La nostra università è situata al centro di una città metropolitana lineare che va da Modena a Piacenza, ed è il cuore della motor valley. Un’area dove la nostra città diventerà sempre più il motore per la formazione dei futuri quadri e dirigenti delle nostre istituzioni e delle nostre aziende». —
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