Coop Alleanza, perdita record da 289 milioni. Turrini: "E' la chiave del rilancio"
Profondo rosso nel 2018 deciso nel piano di ristrutturazione dal cda per tornare in utile dal 2019. Turrini: "I numeri sono conseguenza di scelte precise per garantire attività e prestito sociale"
REGGIO EMILIA Coop Alleanza ha chiuso il bilancio 2018 con una perdita record di 289 milioni di euro. Un rosso monstre nonostante si parli del colosso dei supermercati, che ha deciso di mettere in capo all'anno passato tutte le zavorre pulendo i conti da cima a fondo.
PROFONDO ROSSO "Per liberare risorse per attuare il cambio di passo necessario a riaffermare la leadership", Coop Alleanza ha deciso infatti di operare "in un’ottica di piena trasparenza, un consistente numero di interventi, non ricorrenti, finalizzati ai risultati futuri: accantonamenti e svalutazioni di poste immobiliari, finanziarie, immateriali e creditizie". Il risultato è che "poste non ripetibili che hanno pesato per un totale di 185 milioni di euro sulla perdita di 289 milioni con cui Coop Alleanza 3.0 ha chiuso il 2018 a livello di bilancio civilistico".
L'ANNO ZERO Nel 2018, Coop Alleanza 3.0 ha varato infatti un Piano di Rilancio all’insegna del realismo e della concretezza, "per riconfermare la propria leadership di mercato a tre anni dalla fusione". Un Piano di 4 anni (dal 2019 al 2022) per portare la cooperativa a generare marginalità positive già dal 2019 a livello di gestione ordinaria, rafforzando ulteriormente la solidità finanziaria e il prestito sociale a beneficio dei soci presenti e futuri.
Il piano prevede una forte focalizzazione sul core business della cooperativa, con interventi che mirano a migliorare l’efficienza commerciale e della rete di vendita, per liberare risorse da destinare all’aggiornamento del modello di offerta e alla soddisfazione per i soci e per i clienti.
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RILANCIO AVVIATO “Il risultato del bilancio 2018 è conseguenza diretta e, al tempo stesso, necessaria premessa del nostro Piano di Rilancio" ha dichiarato Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0.
"Siamo convinti che per perseguire al meglio la nostra missione cooperativa tramite il rafforzamento della leadership nell’attività caratteristica e il consolidamento della sostenibilità finanziaria, la Cooperativa avesse bisogno di alleggerire alcune componenti che rappresentavano un limite o un freno a una svolta piena e veloce. Per questo, abbiamo scelto di far gravare nel bilancio 2018 una quota importante di componenti non ricorrenti: volevamo segnare un punto fermo da cui ripartire più solidi, più leggeri e più veloci. Consapevoli della nostra solidità e della nostra forza, rappresentata in primis dai soci, guardiamo al futuro con il dovuto realismo e prudenza, ma anche con ottimismo”.
L’attuazione del Piano di Rilancio riporterà il Margine Operativo di Gruppo (Ebitda) in positivo già nel 2019 e genererà una crescita costante che punta a superare i 100 milioni nel 2023. Il margine della gestione caratteristica registrerà anno su anno importanti miglioramenti, recuperando oltre 150 milioni di euro nel 2022 rispetto ad oggi, attraverso l’incremento della produttività, la riduzione dell’incidenza dei costi della sede, il miglioramento del margine commerciale e l’efficientamento della rete di vendita. Tutte azioni in corso con risultati già visibili anche nei primi mesi del 2019, e in linea con le attese del Piano.
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PRESTITO SOCIALE La scelta di affrontare il 2018 come una sorta di “stress test” in chiave rilancio non incide in alcun modo sulla sicurezza del Prestito sociale pari a 3,6 miliardi affidatole dai 400.000 soci prestatori, che può fare affidamento su un solido patrimonio del valore di 2,1 miliardi di euro. “Nel Piano di Rilancio abbiamo detto che il prestito è al sicuro, a disposizione dei prestatori in qualunque momento. Per fornire una rappresentazione corretta della situazione e dei nostri intendimenti: tutti i parametri previsti dalla legislazione attuale, anche anticipando le ipotesi di maggior salvaguardia, sono ampiamente rispettati da Coop Alleanza 3.0, e ancor più, il nostro Piano di Rilancio pone una fortissima attenzione alla protezione del Prestito sociale” ha sottolineato Adriano Turrini.
È da queste considerazioni e analisi che la cooperativa riparte per raggiungere, grazie anche a una nuova governance più snella che da ottobre 2018 ha affidato a un direttore generale retail, Paolo Alemagna, il compito di guidare questa necessaria fase di rilancio.
STOP AGLI IPER Nei prossimi 4 anni la Cooperativa sarà impegnata nel razionalizzare e ripensare le grandi superfici di vendita e l’impostazione commerciale, focalizzando il proprio valore su una proposta di convenienza imperniata sul prodotto a marchio Coop e sulla sostenibilità sociale. Il piano, infatti, mette al centro il prodotto a marchio riducendo gradualmente la leva promozionale per arrivare ad una politica di offerta costantemente incentrata sul miglior rapporto possibile tra qualità, senza compromessi, e prezzo. La semplificazione degli assortimenti renderà non solo più agevole il processo di acquisto per soci e clienti, ma crea le precondizioni per aumentare la produttività e l’efficienza dei negozi. L’integrazione di prodotti locali soddisfa più efficacemente le diverse esigenze e valorizza i territori nei quali i negozi operano.
Gli investimenti si concentreranno sulla rete di vendita, che potrà cambiare perimetro, in ottica di razionalizzazione e rafforzamento della redditività. Nella maggior parte dei territori in cui la Cooperativa è presente si prevedono nuove aperture nei format più richiesti oggi dai nostri soci (negozi più piccoli e vicini a casa) e il ripensamento del format ipermercato.
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