Critiche di Legambiente «La campagna elettorale fa male agli alberi»
CAVRIAGO. «La campagna elettorale fa male agli alberi». Lo afferma Clizia Ferrarini di Legambiente Val d’Enza. «Sarà forse perché gli alberi non votano, ma le piante sembrano diventate le vittime sacrificali di alcune campagne elettorali: Cavriago e Montecchio. Grandi alberi che le amministrazioni in carica vogliono vedere a terra, alberi che costituiscono un punto di riferimento per la cittadinanza: a Montecchio i grandi pini che paiono quasi essere una continuazione naturale delle mura, a Cavriago gli alberi della scuola che prende proprio il nome da essi: i tigli. Perché tagliarli, e perché tagliarli proprio ora?»
«A Montecchio – prosegue Clizia Ferrarini – gli alberi hanno la colpa di sollevare l’asfalto, come se l’asfalto fosse più importante dell’ossigeno che creano. Il taglio era stato annunciato, i cittadini si sono attivati per difenderli, così il Comune pare intenzionato a fare approfondimenti e, fortunatamente, i pini sono ancora lì. A Cavriago invece tre grandi tigli e un’enorme magnolia sono stati abbattuti per lasciare spazio a container temporanei. Pare che nessuno fosse stato avvisato, che nessun cartello abbia preannunciato il taglio. Così, al rientro della vacanze pasquali, i bambini della scuola hanno assistito al crollo di questi “giganti” con le loro verdi chiome. Tante domande: erano proprio incompatibili gli alberi con i container? Non vi era un altro posto dove posizionarli? Il progetto è stato condiviso con la scuola e gli studenti? Cosa c’è di più educativo della condivisione? E perché tagliarli esattamente un mese prima delle elezioni? Ovvio che si pensi alla campagna elettorale. Aprile è il periodo delle nidificazioni, e si dovrebbe sapere che c’è una Direttiva Cee che è proprio dedicata alla tutela degli uccelli, delle loro uova e dei lori piccoli. Ora ci piacerebbe proprio sapere come sono state tutelate le nidificazioni. E perché, se proprio si voleva tagliare, non farlo quando i piccoli e le uova non c’erano? Infine, una tiglio ha subito l’asportazione di parte dell’apparato radicale; come si intende proteggerlo ora? Siamo anche un po’ stufi nel sentir dire: tanto si ripiantuma. Un albero decennale ha una produzione d’ossigeno, è rifugio per l’avifauna e non solo, ha un potenziale estetico non paragonabile ad una pianticella. Purtroppo – conclude l’esponente di Legambiente Val d’Enza – tanti si riempiono la bocca parlando di ambiente, ma a definire chi realmente lo rispetta sono le azioni, non le parole». —
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