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la famiglia 

Nadia era il fulcro della famiglia nella malattia era accudita dai figli

di Adriano Arati
Nadia era il fulcro della famiglia nella malattia era accudita dai figli

Davide, per starle accanto, aveva lasciato il lavoro. Nei giorni scorsi l’ultima gita insieme al mare

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È una famiglia segnata da tante difficoltà vissute nel corso degli anni, quella formata da Nadia Bertoldi e dai due figli Davide e Andrea Marcucci. Problemi e vicissitudini che hanno reso i componenti estremamente uniti fra loro. Per i due figli, l’unico vero riferimento è sempre stato mamma Nadia, che ha cresciuto i figli praticamente da sola, affiancata solo dai nonni, che vivono sempre a Ramiseto, a poche decine di metri dalla casa dei Marcucci. Oggi sono in precarie condizioni di salute, in particolare il nonno.

la famiglia

La nonna è stata un volto noto per tanti abitanti e per tanti turisti, per decenni impiegata dalla Iole, lo storico ristorante nel centro di Ramiseto, celebre per i piatti della tradizione a base di funghi ed agnello. Decisamente sporadico e meno forte il rapporto dei due figli con il ramo famigliare paterno. Il cardine era mamma Nadia, scomparsa a 55 anni dopo oltre un anno di tentativi, cure e terapie per arginare un problema rivelatosi insormontabile. La donna, che aveva a propria volta collaborato con il ristorante della Iole, era da inizio millennio impiegata come addetta alla ceramica Panaria di Fora di Cavola, dove è assunto anche il fratello Roberto e dove ha lavorato sino a quando i problemi di salute non l’hanno costretta a staccare forzatamente dall’attività.

Per alcuni periodi ha coinvolto alla Panaria anche i figli, riuscendo a trovare loro un posto nella principale ceramica del distretto appenninico, uno dei maggiori centri lavorativi della zona. Nell’ultimo anno Nadia è stata costretta ad un continuo dentro e fuori dall’ospedale, senza perdere però vitalità ed energia, e ricevendo sempre con grande affetto e piacere chi l’andava a trovare per salutarla nei momenti più difficili. Poche settimane fa, consapevole del declino fisico ormai sempre più rapido, aveva chiesto di fare una gita al mare. Il figlio e alcuni addetti sanitari l’avevano accompagnata sul Tirreno, in Toscana, al di là della dorsale appenninica, per una giornata in compagnia. Era stata dimessa la scorsa settimana, quando il suo destino era apparso ormai inevitabile, per permetterle di spirare nella propria abitazione. Lì è morta nella notte fra domenica e ieri, per poi essere portata alla camera ardente castelnovese nella prima mattinata di ieri.

i figli

Al suo fianco, in ogni evenienza, il figlio Davide, che aveva scelto di assisterla direttamente. Marcucci, carattere schivo, introverso e gentile, ha sempre vissuto a Ramiseto. Dopo il diploma all’Ipsia a Castelnovo Monti, a cavallo del cambio di millennio, ha lavorato per diversi anni come operatore di controllo dei contatori del gas, per verificare consumi e spese delle utenze domestiche; una professione che dalla montagna l’aveva portato spesso anche nella Bassa reggiana, nei suoi giri fra condomini e case.

Da oltre un anno era rimasto a casa per occuparsi a tempo pieno della mamma, alla quale era legatissimo e che ha accudito con attenzione sino all’ultimo, affezionandosi sempre più anche al cane materno. Il labrador era ormai in simbiosi con Davide, e la dinamica dell’ultimo gesto lo ha cupamente sottolineato. Il fratello Andrea, maniscalco, era rimasto a lungo lontano dalla montagna reggiana per questioni professionali, gravitando soprattutto su Roma. Da alcuni anni era tornato in zona, trovando lavoro alla ceramica Sadon di Buvolo di Vetto.

Ora si penserà ai funerali. Quando le procedure saranno completate, verrà organizzata un cerimonia congiunta. —



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