Reggio Emilia, prendevano le auto per demolirle ma le usavano illegalmente: due denunciati
Una donna di 40 anni si è rivolta a due sedicenti autodemolitori che hanno preso in carico la macchina, si sono fatti pagare il corrispettivo dovuto e sono spariti senza provvedere a quanto richiesto.
REGGIO EMILIA. Sono sempre più crescenti le lamentele da parte degli automobilisti che hanno consegnato il proprio mezzo a sedicenti autodemolitori e che poi, a distanza di qualche mese, hanno visto recapitarsi a casa multe o, in alcuni casi, addirittura le targhe della propria auto.
Questi tipi di truffe stanno prendendo sempre più piede e stanno interessando anche la nostra provincia, come risulta dalla vicenda capitata a una donna di 40 anni Reggio Emilia che si è rivolta a due sedicenti autodemolitori. Questi ultimi hanno preso in carico l’auto che doveva essere demolita, si sono fatti pagare il corrispettivo dovuto (spesa dell’annotazione della radiazione al Pra, che varia da un demolitore all’altro e che serve esclusivamente per cancellare l’automezzo dal Pubblico registro e a sospendere quindi anche il pagamento del bollo auto) e poi sono spariti senza provvedere a quanto richiesto dalla proprietaria.
Fortunatamente però la donna, mentre stava acquistando l’auto nuova, ha appreso grazie al concessionario che l’autovettura vecchia, della quale possedeva la documentazione relativa alla demolizione, era tuttora in circolazione.
Dove? Allo stato non è dato a sapersi ma questa circostanza sarà chiarita dalle indagini dei carabinieri della stazione di via Adua ai quali la proprietaria ha presentato denuncia.
Intanto però i militari della stazione di Santa Croce hanno già individuato i due responsabili del raggiro, identificati in un 46enne reggiano e l’amico 48enne romeno, entrambi residenti a Reggio Emilia, che sono stai denunciati alla procura reggiana con l’accusa di concorso truffa e che hanno utilizzato come specchietto per le allodole un autodemolitore risultato in realtà cessato per fallimento.
Il sospetto dell'Arma è che quella falsa rottamazione potrebbe essere la punta di un iceberg e che dietro ci potrebbe essere un giro illecito molto più ampio relativo alla compravendita di auto usate destinate alla rottamazione e poi non demolite. Nell'attesa che le indagini facciano piena luce su questa vicenda, i carabinieri hanno anche avviato le attività finalizzate a rinvenire e sequestrare il veicolo non rottamato, che è stato inserito in banca dati ed ora è oggetto di ricerca nell’intero territorio nazionale.
Fortunatamente la donna si è accorta subito di quanto accadutole evitando quindi di vedersi recapitare cartelle esattoriali per tasse di proprietà non pagate e tutelandosi qualora l’auto, a lei tuttora intestata ma circolante nella mani di chissà chi, possa arrecare danni a cose e persone durante un incidente.
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