Un Primo Maggio per migliorare l’Europa
Dopo la manifestazione a Bologna si svolgerà a Reggio il corteo di Cgil, Cisl e Uil: previsto anche uno spettacolo in piazza
Doppio impegno per i lavoratori reggiani che, per la festa del Primo Maggio, saranno chiamati a partecipare a due iniziative: al mattino a Bologna, alle 10, per la manifestazione nazionale e al pomeriggio in città, dalle 16.10, per l’appuntamento provinciale che si concluderà in piazza Martiri 7 Luglio con l’intervento dei rappresentanti sindacali e lo spettacolo teatrale di Maurizio Lastrico.
Confermati quindi, nonostante la concomitanza della manifestazione nazionale di Bologna, a cui parteciperanno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e per la quale sono attese 30mila persone, non solo il tradizionale appuntamento in piazza ma anche le iniziative in provincia. Una scelta, hanno spiegato ieri i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Ivano Bosco, Domenico Chiatto e Ferdinando Guidetti, proprio perché «la festa del Primo Maggio nei territori non deve essere tralasciata e sacrificata e perché a Reggio è diventata una tradizione che coinvolge i lavoratori e tutti i cittadini».
Saranno identiche invece le parole d’ordine delle due manifestazioni: «Lavoro, diritti, Stato Sociale e la nostra Europa». Dopo aver sottolineato l’importanza di poter svolgere un’iniziativa unitaria, i rappresentanti sindacali hanno rimarcato come «nonostante le critiche che Cgil, Cisl e Uil rivolgono all’Ue, oggi sia fondamentale difenderla dai nazionalismi e dai sovranismi che si sono manifestati anche in Italia. Non difendiamo l’Ue che ha debellato lo stato sociale e demolito i diritti dei lavoratori e non si è data una legislazione omogenea in materia fiscale, ma noi siamo per migliorarla, non per distruggerla».
Serve – hanno aggiunto – un rilancio dell’Ue che parta da «politiche per favorire infrastrutture, investimenti e il settore manifatturiero. Servono più lavoro, più diritti e più stato sociale per far fronte all’impoverimento della popolazione. Così come l’Ue deve affrontare in maniera diversa il fenomeno dei flussi migratori perché non è possibile farlo pensando di chiudere i porti».
Anche il governo Conte è però nel mirino dei sindacati che lamentano, ha detto Bosco «la mancanza di un confronto con un governo che non mantiene le promesse». Sei mesi fa, hanno sottolineato i tre rappresentanti sindacali, «abbiamo presentato un documento unitario sottoscritto anche da Confindustria che non ha avuto risposte dal governo e non c’è stata l’apertura di alcun tavolo di confronto».
A preoccupare i sindacati non solo le spinte nazionaliste ma anche gli attacchi ai diritti civili. «Per questo leggiamo come un risveglio delle coscienze la grande partecipazione alla festa del 25 Aprile», ha concluso Bosco. Dal palco di piazza Martiri 7 Luglio a parlare saranno Andrea Sirianni per la Cisl, Alberto Zanetti per la Uil oltre allo stesso Bosco per la Cgil il quale, nel suo intervento conclusivo, affronterà anche temi locali dal processo Aemilia alle crisi aziendali aperte in provincia, come quella che coinvolge Tecton. —
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