Vende la motrice di un camion ma l’assegno risulta rubato
Un disoccupato 57enne è accusato di ricettazione però il suo difensore mette in discussione in aula il riconoscimento fotografico
FABBRICO. Al centro del processo c’è un assegno risultato rubato e compilato per 4.500 euro, ma la vicenda sul piano giudiziario è tutt’altro che decollata anche se stiamo parlando di una storia risalente a quasi undici anni fa.
Con l’accusa di ricettazione è sotto processo il disoccupato 57enne Maurizio Pasquetti, residente a Fabbrico e difeso dall’avvocato Fabrizio Pancaldi. Ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia l’udienza si è aperta con la deposizione del derubato del portafoglio (contenente l’assegno “incriminato”) che l’aveva lasciato in auto in un parcheggio a Gualtieri e illustrando questo particolare sul furto il mantovano 61enne non ce l’ha fatta a trattenere il suo disappunto: «Per essere più tranquillo avevo lasciato la macchina in una zona con presenza di telecamere di videosorveglianza, per poi scoprire, andando in Comune dopo essere stato derubato, che quelle telecamere non funzionavano da 5 anni...». Poi è stata la volta del veronese 52enne che voleva vendere la motrice di un camion e aveva incassato l’assegno da 4.500 euro, rimanendo con un pugno di mosche in mano.
Fu molto elaborata quella vendita finita nel peggiore dei modi. Il veronese entrò in contatto con tre persone e si recò due volte a Fabbrico per prendere accordi, finché in quell’ottobre del 2008 si concretizzò il passaggio di proprietà della motrice in un’agenzia di pratiche automobilistiche a Guastalla. «Ma l’assegno mi venne dato in una busta chiusa quando ritornammo dal camion. Portai l’assegno in banca per versarlo, ma venni poi contattato dal direttore che mi spiegò come stavano le cose. Contattai telefonicamente chi mi aveva truffato e venni a mia volta minacciato». Pasquetti è stato riconosciuto dal veronese attraverso delle foto segnaletiche mostrategli dai carabinieri. Ma ieri l’avvocato Pancaldi ha contestato la validità di quel riconoscimento, in quanto effettuato oltre i termini concessi dal gip per ulteriori indagini.
Sul punto si esprimerà il giudice Maria La Nave a fine novembre. —
T.S.
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