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Villa minozzo 

«Voragini e strade franate Nessuno pensa a Morsiano»

Nove anni dopo il crollo del ponte sul Dolo, i cittadini lamentano la situazione «Come allora, nessuno ascolta le nostre richieste. Eppure qui viviamo in tanti»

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VILLA MINOZZO. È un grido di allarme e una richiesta di aiuto, quello che arriva da Morsiano, località del Comune di Villa Minozzo al confine con la provincia di Modena e il Comune di Frassinoro. Nessuno ha dimenticato il crollo, nel 2010, del ponte sul Dolo. Ora sotto accusa ci sono le strade: dissestate, piene di buchi e franate. Al limite.

La denuncia arriva da un cittadino, Nicola Oppedisano. «Siamo la località di Villa Minozzo con più bambini e persone giovani. Un centinaio di abitanti», ricorda. Eppure, gli abitanti di Morsiano pensano di essere stati dimenticati.

«Già all’epoca avevamo segnalato che il ponte era in cattive condizioni e che sarebbe venuto giù e nessuno ha fatto niente. Poi è crollato. E per fortuna non c’era sopra nessuno in quel momento – ricorda –. Ora, abbiamo una situazione delle strade inaccettabile e le briglie del fiume che stanno crollando, perché il corso d’acqua si è spostato».

E spiega: «Le strade hanno voragini immense, in alcuni punti sono già franate e non ci sono nemmeno segnalatele curva, che avvertano chi passa e che rischia di volare giù. Sono al limite della percorribilità. Non facciamo altro che cambiare gomme, cerchioni, ammortizzatori per i danni che questa situazione ci sta provocando».

Oppedisano racconta che le segnalazioni in questi anni sono state molteplici e che qualche anno fa c’è stato anche un incontro con l’attuale sindaco, Luigi Fiocchi di Villa Minozzo. «Aveva assicurato che sarebbe venuto il Genio civile a vedere. Ma in due anni non è venuto nessuno e qui la situazione peggiora», denuncia il cittadino di Morsiano.

Da queste parti si aspettano maggiore attenzione. Soprattutto non vogliono che si ripeta una situazione di pericolo al limite, come quella accaduta nove anni fa quando il ponte sul Dolo è crollato. E i cittadini che lo percorrevano ogni giorno, per andare nel Modenese – da queste parti sono moltissimi quelli che lavorano dall’altra parte del confine – lo temevano da tempo e nonostante le molte denunce nessuno aveva dato loro abbastanza ascolto da evitarlo. —

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