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Coop Alleanza, rosso record di 289 milioni. Turrini: «Scelta necessaria per il rilancio»

Enrico Lorenzo Tidona
Coop Alleanza, rosso record di 289 milioni. Turrini: «Scelta necessaria per il rilancio»

Il cda concentra nel bilancio 2018 tutte le svalutazioni e gli accantonamenti. Il presidente: «Attività e prestito più solidi»

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REGGIO EMILIA  Una perdita da 289 milioni di euro in continuità aziendale è roba da Guinness. Sia per il dato in sè - un rosso che vale il fatturato di una media azienda italiana - sia per la dose di coraggio messa nell’operazione contabile decisa a tavolino da Coop Alleanza 3.0. Per digerire svalutazioni di rami secchi e ulteriori accantonamenti garantendo 3,6 miliardi di prestito sociale affidatole dai 400.000 soci prestatori, la cooperativa dei supermercati da 4,8 miliardi di ricavi ha segnato un rosso record, formato anche da poste non ripetibili che hanno pesato per un totale di 185 milioni sui 289 totali.

L’ANNO ZERO

Una perdita caricata tutta sul 2018, anno nel quale sono stati concentrati anche i pesi di storiche inefficienze del mastodonte da 22mila dipendenti ed errori industriali emersi con la complessa fusione delle coop originarie avvenuta tre anni fa. Una scelta precisa sulla quale si gioca una scommessa cruciale sul futuro. Invece che spalmare il rosso su più bilanci, il presidente Adriano Turrini e i vertici della cooperativa nata dalla fusione di Reggio, Modena e Ferrara, hanno infatti deciso di pulire i conti una volta per tutte e di mollare le zavorre concentrandole tutte nell’ultimo bilancio, quello dell’anno passato. L’intenzione dichiarata è di tornare a concentrarsi sui supermercati, riportando margini positivi già nel 2019 e smettendola di parlare di perdite e carichi pendenti voltando definitivamente pagina (al netto delle sfide nel carrello).

LA DURA RISALITA

Nel 2018, Coop Alleanza 3.0 ha varato infatti un piano di rilancio all’insegna del realismo e della concretezza, per riconfermare la propria leadership. Un piano di 4 anni (dal 2019 al 2022) che prevede una forte focalizzazione sul core business della cooperativa, con interventi che mirano a migliorare l’efficienza commerciale e della rete di vendita, per liberare risorse da destinare all’aggiornamento del modello di offerta e alla soddisfazione per i soci e per i clienti. Il neo direttore generale retail, Paolo Alemagna, ha dichiarato guerra agli sprechi. Inoltre 400 impiegati e quadri delle sedi sono oggetto di ricollocazione, con incentivi all’esodo per chi sceglie il licenziamento. L’attuazione del piano riporterà il margine operativo di gruppo in positivo già nel 2019 e genererà una crescita costante che punta a superare i 100 milioni nel 2023. Il margine della gestione caratteristica registrerà anno su anno importanti miglioramenti, recuperando oltre 150 milioni di euro nel 2022 rispetto ad oggi, attraverso l’incremento della produttività, la riduzione dell’incidenza dei costi della sede, il miglioramento del margine commerciale e l’efficientamento della rete di vendita. Tutte azioni in corso con risultati già visibili anche nei primi mesi del 2019, che vedono già il segno più dopo un primo intervento sui supermercati e la scelta progressiva di fermare lo sviluppo degli Iper, che non tengono più il passo con i nuovi consumi.

SCELTA NECESSARIA

«Il risultato del bilancio 2018 è conseguenza diretta e, al tempo stesso, necessaria premessa del nostro piano di rilancio – ha ribadito ieri in una nota il presidente Adriano Turrini – Siamo convinti che per perseguire al meglio la nostra missione cooperativa tramite il rafforzamento della leadership nell’attività caratteristica e il consolidamento della sostenibilità finanziaria, la cooperativa avesse bisogno di alleggerire alcune componenti che rappresentavano un limite o un freno a una svolta piena e veloce. Per questo, abbiamo scelto di far gravare nel bilancio 2018 una quota importante di componenti non ricorrenti: volevamo segnare un punto fermo da cui ripartire più solidi, più leggeri e più veloci. Consapevoli della nostra solidità e della nostra forza, rappresentata in primis dai soci, guardiamo al futuro con i dovuti realismo e prudenza, ma anche con ottimismo».

PRESTITO SOCIALE

Turrini ha preparato da tempo i numeri da portare in cda, così come il terreno per attutire la scossa segnata dall’urto che la perdita avrebbe prodotto all’esterno, tra clienti, prestatori e stakeholders. Proprio la tenuta del prestito sociale e la garanzia di pagamento pronto cassa hanno condizionato la strategia improntata ora alla trasparenza. Soprattutto per territori come Reggio, dove il prestito sociale è storicamente ben radicato ma segnato dalle ferite causate dai crolli di coop come Coopsette e Unieco.

«Nel piano di rilancio abbiamo detto che il prestito è al sicuro, a disposizione dei prestatori in qualunque momento – sottolinea Turrini – Per fornire una rappresentazione corretta della situazione e dei nostri intendimenti: tutti i parametri previsti dalla legislazione attuale, anche anticipando le ipotesi di maggior salvaguardia, sono ampiamente rispettati da Coop Alleanza e ancor più, il nostro piano di rilancio pone una fortissima attenzione alla protezione del prestito sociale». —


 

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