Recinzione e sentieri chiusi? La Pietra torna a far discutere
Dopo la morte di Marcucci la comunità si interroga su accessibilità e prevenzione Il presidente del Parco: «Non è il momento delle parole»
Castelnovo Monti. In modo sommesso, rispettoso e anche con un certo tono di incredulità, ma ieri a Castelnovo Monti e in tutto l’Appennino si è parlato molto di quanto avvenuto nella prima mattina di lunedì, quando un 34enne di Ramiseto, Davide Marcucci, ha deciso di farla finita lanciandosi dalla Pietra di Bismantova con in braccio il proprio cane, dopo che la madre, fulcro della famiglia e malata da tempo, era deceduta poche ore prima.
E uno dei temi che è tornato a far discutere è stato quello dell’accessibilità alla Pietra di Bismantova. Un aspetto su cui già anni fa si era aperto un dibattito, con alcune proposte di prevedevano una recinzione perimetrale della sommità, o anche di limitare l’accesso ai sentieri. Ipotesi sicuramente difficili da praticare, anche per gli aspetti tecnici e logistici, ma che nessun amministratore, finora, ha preso seriamente in considerazione.
Sul tema ad esempio, interpellato dalla Gazzetta, il presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano (di cui la Pietra fa parte) Fausto Giovanelli afferma: «Gli interrogativi e lo sconcerto che provocano eventi come quello di lunedì non possono essere affrontati in termini di recinzioni e filo spinato, ma richiedono un approccio molto più complesso. Riflessioni personali e sociali sono più consone di enfatizzazioni fuori luogo. In momenti come questo, dobbiamo porci delle domande e fare silenzio». Quello che è certo è che la connessione tra il territorio, Castelnovo in particolare, e la Pietra è stretto e profondo e, anzi, in questo periodo in cui si va verso le elezioni si parla di stringerlo ancora di più: c'è chi, come il candidato del centrodestra Alessandro Rainiero Davoli, ha inserito nel proprio programma la realizzazione di una teleferica dal paese alla sommità della Pietra.
Ieri il sindaco Enrico Bini ha partecipato a un sopralluogo, previsto da tempo, assieme all’Agenzia per la mobilità di Reggio Emilia, per l’attivazione, dalla prossima estate, della navetta fissa dal centro a piazzale Dante, un progetto inserito e finanziato nella Strategia aree interne. Tutto questo perché la Pietra è un luogo amato e vissuto da tantissime persone, dell’Appennino ma anche di province e regioni vicine e, anche se è difficile dirlo oggi, per molti è un luogo simbolo di vitalità, di contatto con la natura ma anche con la spiritualità religiosa per la presenza del santuario e quella più contemporanea, intesa come armonia con il creato.
Ma quello sull’accessibilità di Bismantova non è l’unico interrogativo su cui ieri la comunità locale si interrogava e discuteva. Uno dei temi è stato sul perché un ragazzo fragile si sia trovato da solo in un momento così cruciale e in condizioni di compiere un gesto tanto eclatante e disperato. Non tanto da parte della famiglia, che gli è sempre stata vicina, ma da parte dei servizi sociali e degli specialisti. Domande emerse spontaneamente, tra la gente, che ha cercato di razionalizzare una situazione che forse di razionale ha poco. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google