Gazzetta di Reggio

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sant’ilario, il processo 

Una 33enne accusa l’ex «Maltrattata anche durante la gravidanza»

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SANT’ILARIO. Maltrattamenti e stalking. Accuse che incardinano un processo delicato – in tribunale a Reggio Emilia – oltretutto senza imputato e difensore (viene nominato dal giudice Simone Medioli Devoto sui due piedi l’avvocato Luigi Scarcella in sostituzione del collega) il che non rende facile avviare la causa in aula.

E non è per di più un’udienza di transizione, perché a deporre, con la voce spesso strozzata dal pianto, è la commessa 33enne che nel 2013 ha detto “basta”, lasciando definitivamente il compagno dopo nove anni di convivenza che l’hanno messa a dura prova, cercando poi rifugio nella Casa delle donne. Di mezzo vi sono due figli minorenni e per tutelarne la privacy non forniremo l’identità dei genitori. Davanti al giudice la donna ripercorre quegli anni, si commuove, parla di futili motivi e di qualche problema economico che bastavano a far diventare manesco il compagno.

Cita un episodio particolare, di quando nel 2005 incinta del primo figlio e all’ottavo mese di gravidanza, venne spinta violentemente contro una parete dal compagno. Nove lunghi anni e il giudice Medioli Devoto le chiede perché abbia atteso così tanto a dare una svolta alla propria vita, se il “quadro” familiare era fatto di minacce, offese, botte, alti e bassi d’aggressività. «Ho cercato di resistere – spiega sempre più commossa la 33enne – perché pensavo che lui potesse cambiare, invece...».

Nella prossima udienza verranno sentiti anche dei colleghi di lavoro. «Hanno visto i segni con cui mi presentavo a lavorare» specifica la donna. E per l’ulteriore “tappa” del procedimento il magistrato giudicante mette anche in calendario la testimonianza dell’imputato 43enne che è anche accusato di stalking, relativamente al biennio 2013-2014, quando lei da Sant’Ilario si era spostata a Reggio Emilia, per tagliare di netto col passato.

«Mi mandava dei messaggi – dice l’ex compagna – voleva che ritornassi a casa. Minacciava di togliermi i due bambini». —

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