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Coop Alleanza, sindacati reggiani in allerta «Basta proclami, ora vogliamo la verità»

E.L.T.
Coop Alleanza, sindacati reggiani in allerta «Basta proclami, ora vogliamo la verità»

Oggi l’incontro con i vertici dell’azienda dopo l’annuncio della perdita da 289 milioni. «Parlano di un rilancio che non c’è»

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REGGIO EMILIA. Cresce la preoccupazione tra i sindacati dopo la presentazione del bilancio di Coop Alleanza 3.0, che chiude il 2018 con una perdita di 289 milioni di euro. Un risultato negativo - dopo i 49 milioni di perdita di gruppo già segnati l’anno prima - in parte annunciata e che si abbatte come un macigno sul tavolo sindacale, che si riunirà oggi per continuare il confronto sulla riorganizzazione annunciata solo pochi mesi fa, quando si è parlato di 700 ricollocazioni. Personale in esubero nelle sedi centrali, alle quali viene proposto il ricollocamento in altro luogo, cambio mansione o l’incentivo all’esodo. «Il timore era nell’aria, tanto da farci sospettare che anche il 2018 sarebbe stato chiuso in perdita e che questa sarebbe stata pesante, ma nessuno si aspettava cifre del genere», ammettono Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di Reggio Emilia, la provincia che su 22mila lavoratori totali di Coop Alleanza ne conta 1.450, 1.120 distribuiti dei quali nei 25 punti vendita oltre a 300 tra impiegati, quadri e dirigenti nella sede di Mancasale. L’allerta a Reggio è alta, provincia tra le prime anche per partecipazione al prestito sociale, che vale 3,6 miliardi in totale in Italia, suddivisortra 400.000 soci prestatori.

La perdita messa in conto al 2018 è frutto di una decisione presa dal cda di Coop Alleanza, che vuole così voltare pagina alleggerendo la ripartenza già avvertita sui volumi del 2019. «Siamo molto preoccupati per quanto appreso dalla stampa sui dati di chiusura di bilancio 2018 di Coop Alleanza 3.0» hanno quindi esordito ieri i sindacati reggiani in una nota, lamentando la diffusione dei dati prima del confronto sindacale. Inoltre «Coop Alleanza ha modificato il proprio piano industriale quadriennale almeno tre volte negli ultimi due anni, ed ogni volta il piano veniva presentato come quello del “rilancio”. I proclami non bastano più – chiosano i sindacati - Coop ci spieghi cosa intende quando parla di “interventi di efficientamento della rete di vendita” e “incremento della produttività”; ci dica chiaramente se ha in mente di annunciare nuove chiusure di punti vendita, oltre alle 24 chiusure/cessioni annunciate nella presentazione del precedente piano, e che impatto avranno le proprie scelte sul piano occupazionale, in termini sia numerici che qualitativi delle condizioni di chi lavora nei propri punti vendita». La situazione prospettata «desta infatti grandi preoccupazioni e non fornisce le informazioni per comprendere quali saranno gli effettivi sviluppi nel breve periodo. Ci convince poco, inoltre, la dichiarazione secondo cui nel bilancio si sarebbero fatte scelte di eliminazione di “zavorre”, operazione che indubbiamente sarà stata fatta, ma sono state fatte anche scelte che vanno in direzione opposta, come la vendita dei rami farmacie e carburanti che generavano dati positivi. Ci aspettiamo risposte chiare dall’incontro e sarà nostra cura studiare attentamente il bilancio 2018 per verificare la corrispondenza tra quanto annunciato e quanto in effetti realizzato dalla cooperativa». —

E.L.T.

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