Le opposizioni critiche suonano la carica
REGGIO EMILIA. «Dopo Tecton avviata verso il concordato, la cooperazione reggiana deve fare i conti con un’altra grave crisi dalle dimensioni molto più ampie» dice Rossella Ognibene, del Movimento 5 stelle di Reggio, secondo la quale «da questi numeri impietosi deve nascere una riflessione profonda sulle cause e sulle responsabilità politiche che hanno messo in ginocchio la cooperazione». Per il collega pentastellato in Regione, Andrea Bertani, «quello che colpisce di più nella crisi di bilancio di Coop Alleanza è che a pesare come un macigno sia stato il modello insostenibile degli ipermercati. Modello che prima ha portato alla chiusura tantissime piccole attività commerciali e che oggi rischia di mettere in seria difficoltà i propri lavoratori e i negozi che intanto sono nati attorno alle gallerie commerciali». A suonare la carica è anche la Lega, con il consigliere reggiano Gabriele Delmonte: «Dopo il bilancio 2018, chiuso con una perdita di 289 milioni di euro, l’indebitamento complessivo di Coop Alleanza 3.0 è salito a 7 miliardi e 361 milioni, di cui 3 miliardi 916 milioni di euro in prestito da soci. Una cifra “monstre”, pari a 2,5 volte il patrimonio netto consolidato che, stando a quanto riportano i media, a fine 2017, era di 2 miliardi 851 mila euro. Pertanto, quali azioni intende adottare il governo dell'Emilia-Romagna al fine di tutelare i soci prestatori e i lavoratori del colosso Coop?». Lega che ha presentato anche un’interrogazione, per chiedere al governo regionale «quali azioni intenda attivare per tutelare i soci e i lavoratori di Coop Alleanza a seguito del bilancio». —
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