Gazzetta di Reggio

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cadelbosco sopra, il processo 

Svuota elettrodomestici ma non è autorizzato poi minaccia due vigili

T.S.

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CADELBOSCO SOPRA. Smonta nella sua abitazione vecchi elettrodomestici (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi e via di questo passo) per estrarre ferro e rame da rivendere.

Ma proprio da quest’attività sono iniziati i guai per un 52enne – con seri problemi di salute come ha detto lui stesso ieri in udienza a Reggio Emilia – perché dopo un sopralluogo (il 12 maggio 2015) di due vigili dell’Unione Terra di Mezzo sono scattate diverse accuse: l’assenza dell’autorizzazione amministrativa per la raccolta e smaltimento di rifiuti non pericolosi, il non aver effettuato il cambio di destinazione d’uso della casa dove svolge attività commerciale, infine la resistenza a pubblico ufficiale per le minacce rivolte ai due agenti, come gli stessi hanno raccontato in aula: «Entrati in quella casa, abbiamo visto e fotografato gli elettrodomestici accatastati nel garage e in un altro locale a fianco. Non stava lavorando in quel momento, ma che vi fosse un’attività era evidente. Tutto è filato liscio fin quando non abbiamo cominciato a parlare delle conseguenze. Si è alterato, intimandoci di uscire». Riferite dai vigili le minacce: «La faccio pagare a te e al comandante...ho le conoscenze e ti faccio trasferire a Napoli». Parole rivolte più che altro all’ispettore capo e non alla vigilessa che con il collega aveva effettuato il sopralluogo. Assistito dall’avvocato d’ufficio Elisabetta Strumia, il 52enne ha voluto replicare alle accuse: «Non trovo lavoro alla mia età e per guadagnare qualcosa vado a cercare gli elettrodomestici nei cassonetti – spiega l’imputato, apparso sofferente – e il giorno che sono venuti a casa mia i vigili sono poi finito in ospedale. Sono stato male, soffro di pressione alta ed è salita a tal punto che, dopo essermi recato in ambulatorio dalla dottoressa, un’ambulanza mi ha portato al pronto soccorso. Mi hanno fatto una puntura, ma non avevo i soldi per pagarla. L’attività? Sono andato all’Ufficio Entrate, per la partita Iva e la fatturazione. Poi le leggi sono cambiate... Sono onesto – termina rivolto al giudice Sarah Iusto– chiedo solo di poter lavorare». Si torna in aula in luglio. —

T.S.

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