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CASTELNOVO, la nuova polemica 

«Abolito il servizio ortopedico di notte e nel fine settimana»

«Abolito il servizio ortopedico di notte e nel fine settimana»

Nadia Vassallo: «L’unificazione con Reggio non doveva portare dottori specialisti nelle aree periferiche? Sembra il contrario. Ed è corretto non avvisare i cittadini?»

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CASTELNOVO MONTI. Dopo la chiusura del punto nascite, un nuovo allarme viene lanciato per quanto riguarda l’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, e riguarda l’ortopedia.

«Da qualche giorno, al Sant’Anna di Castelnovo Monti, lo specialista ortopedico non presta più servizio di notte e il fine settimana – afferma Nadia Vassallo, candidata sindaco della lista “Castelnovo ne' Cuori” e portavoce del comitato “Salviamo le cicogne di montagna”.

L’AIUTO DA REMOTO

«La persona che si presenta per un problema di tipo osteoarticolare (una caduta, un trauma, una ferita, eccetera) viene visto dal medico di pronto soccorso o, se questo è impegnato fuori dall’ospedale, dal medico internista che, con l’aiuto da lontano, da remoto (via telefono o internet) dell’ortopedico del Santa Maria Nuova, decide come comportarsi: rimandare a casa la persona; trattenerla in pronto soccorso sino alla mattina dopo, quando arriverà fisicamente l’ortopedico; mandarla direttamente a Reggio Emilia».

Di conseguenza, Nadia Vassallo pone pertanto due domande.

«Per la Direzione dell’ Ausl: l’unificazione degli ospedali periferici con il Santa Maria Nuova non doveva servire (così ci avete più volte detto) a portare dottori specialisti nelle aree più lontane dal capoluogo cittadino? Sembra invece che l’unificazione serva a portarli via dalle zone periferiche verso Reggio città, come è successo già con i ginecologi e ora con gli ortopedici. E i prossimi specialisti quali saranno? Sant’Anna plus o Sant’Anna bluff? A parte la battuta amara, in questo modo non vi sembra di sostenere la stessa tesi di chi vuole sostituire la sanità pubblica con una mista o privata? Togliete servizi di urgenza e quotidiani in cambio di attività programmate vendute ai cittadini come qualificanti e vitali per l’ospedale. Perché le persone devono continuare a credere a voi e non a chi viene a raccontare di possibili arrivi di luminari da ogni dove?»

SOTTO IL TAPPETO

La seconda domanda è rivolta da Nadia Vassallo al responsabile del Sant’Anna e alla direttrice del Distretto.

«Ritenete corretto e senza conseguenze modificare i Servizi, soprattutto quando si tratta di servizi di accesso diretto, senza avvisare e informare pubblicamente la popolazione? Non credete che le persone abbiano il diritto ad essere informate ufficialmente invece che lasciare spazio al passaparola? Una considerazione finale: il sindaco Bini è a conoscenza della riduzione del servizio ortopedico da 24 a 12 ore? Perché nasconde la polvere sotto il tappeto? È ora che a rappresentare i cittadini e ad esercitare la funzione di controllo sull'Ausl sia un sindaco libero dal giogo dei partiti. Accorciare le distanze tra cittadini e servizio sanitario. Una priorità per noi», conclude Nadia Vassallo.—

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