«Così la Millefiori rischia di dover cambiare finalità e costerà anche di più»
Parla Maurizio Frigeri segretario di Fp Cgil dopo l’incontro tra sindacati e l’assessore Baracchi sui servizi agli anziani
NOVELLARA. Nel 2018 la storica istituzione municipale i Millefiori che gestisce i servizi per gli anziani (due centri diurni e la casa protetta) è stata “privatizzata” e trasformata in azienda speciale controllata dal Comune. Una fase transitoria in attesa che anche i Millefiori nel 2020 confluisca nella costituenda Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) distrettuale dell’Unione Bassa Reggiana. Mercoledì scorso si è tenuto l’ennesimo incontro tra sindacati e l’assessore al welfare, Alessandro Baracchi, per fare il punto della situazione. Le novità emerse hanno lasciato perplesso Maurizio Frigeri, segretario della funzione pubblica Cgil.
Quali novità sono emerse dall’incontro?
«L’assessore Baracchi ha dichiarato che quando i servizi per gli anziani confluiranno nell’Asp distrettuale, l’azienda speciale i Millefiori si metterebbe in pancia la gestione di altri servizi, come i campi gioco estivi, gli appartamenti protetti per anziani e disabili, e altro ancora da decidere».
In futuro cambieranno quindi le finalità dell’azienda speciale?
«Pare di sì. Hanno creato un’azienda speciale, a detta loro transitoria, che rischia seriamente di diventare un contenitore vuoto in caso di Asp distrettuale; poi le daranno nuova vita con altri servizi. Per cui, oltre a cambiare le finalità dell’azienda stessa, alla prova dei fatti molto difficilmente sarà transitoria. Si tratta di una scelta incoerente, comunicata male, frutto di una direzione politica pasticciata. E costerà di più, come dichiarato dall’assessore Baracchi. I Millefiori da municipalizzata é diventata un’azienda privata controllata dal Comune».
È pubblica o privata?
«Si può definire un’azienda “ibrida”: il controllo è pubblico, ma agisce come un’azienda privata; inoltre, seguendo i consigli di un consulente, il Comune ha optato per un contratto di sanità privata, tra l’altro scaduto da 13 anni. Quando i Millefiori entrerà nell’Asp distrettuale, i 28 contratti privati saranno carta straccia, soppiantati da concorsi pubblici».
Cosa si poteva fare?
«Poteva essere applicato il contratto delle funzioni locali rinnovato nel 2018 e fatto apposta per le realtà come il Millefiori, come han fatto per esempio l’ASP di Cavriago e la Pedemontana parmense. Un contratto che avrebbe garantito eguali trattamenti normativi ed economici tra i dipendenti che vi lavorano. Ma alla nostra proposta gli amministratori novellaresi si sono rivelati chiusi e autoreferenziali. Non c’è stata nessuna trattativa utile a fargli cambiare opinione. L’assessore Baracchi ha sempre sostenuto che i contratti da applicare non erano un problema. E invece lo sono. Ci lavorano una quarantina di dipendenti comunali storici che hanno un contratto pubblico, e 28 dipendenti assunti con contratto privato. Pur avendo le stesse mansioni, hanno salari, trattamenti previdenziali, tutele sui licenziamenti (come l’articolo18), orari di lavoro e congedi di maternità diversi. Sarà necessario fare un contratto integrativo per allineare i due contratti».
A settembre voi e Cisl avete organizzato uno sciopero di tutti i dipendenti di Millefiori contro il Comune.
«Col banchetto eravamo davanti al municipio ma il sindaco non è scesa per venirci a parlare. Qualcuno in paese ci ha sbeffeggiato dicendoci di andare a lavorare». —
A.C.
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