Il comizio interattivo con il profugo gambiano «Dalla parte di Matteo»
REGGIO EMILIA. «Grazie Salvini, siamo molto contenti per te». Ad interrompere il comizio di Matteo Salvini ieri mattina, in piazza Casotti è stato Omar Bah Sheikh, un ragazzo di 25 anni originario del Gambia che è arrivato in Italia con il barcone e attualmente lavora a Reggio come macellaio.
«Adesso in Italia con il barcone non si arriva più», ha replicato Salvini da palco durante il suo comizio, scaldando la piazza e prendendo anche il consenso di Omar che sorrideva, applaudiva e sventolava fiero un volantino elettorale con il simbolo della Lega e il nome di Roberto Salati.
Omar Bah Sheikh, in quello che lo stesso Salvini ha definito «primo caso di comizio interattivo» ha chiesto al ministro di aiutare anche i «neri per bene». Salvini, alla richiesta del ragazzo, ha risposto: «Nel 2019 io non distinguo gli essere umani in base al colore della pelle ma li distinguo come persone “per bene” o persone “per male”. Ci sono italiani per bene e italiani per male così come ci sono immigrati buoni o immigrati cattivi».
L’impegno di Salvini, promesso durante il comizio in piazza Casotti, è quello che accomuna le linee guida del pensiero politico leghista, dichiarando: «Si arriva in Italia se si ha il permesso di arrivare. L’integrazione è possibile soltanto se l’immigrazione è controllata».
Infine, nel corso di questo piccolo siparietto tra Salvini e il giovane gambiano, lo stesso leader del Carroccio ha concluso con un attacco alle coop: «Sono stufo di vedere pseudo cooperative rosse che hanno fatto i milioni di euro con l’immigrazione clandestina, a Reggio e non solo». —
Luca Giuseppe Murrone
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