Gazzetta di Reggio

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il fuori programma 

Il comizio interattivo con il profugo gambiano «Dalla parte di Matteo»

Luca Giuseppe Murrone

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REGGIO EMILIA. «Grazie Salvini, siamo molto contenti per te». Ad interrompere il comizio di Matteo Salvini ieri mattina, in piazza Casotti è stato Omar Bah Sheikh, un ragazzo di 25 anni originario del Gambia che è arrivato in Italia con il barcone e attualmente lavora a Reggio come macellaio.

«Adesso in Italia con il barcone non si arriva più», ha replicato Salvini da palco durante il suo comizio, scaldando la piazza e prendendo anche il consenso di Omar che sorrideva, applaudiva e sventolava fiero un volantino elettorale con il simbolo della Lega e il nome di Roberto Salati.

Omar Bah Sheikh, in quello che lo stesso Salvini ha definito «primo caso di comizio interattivo» ha chiesto al ministro di aiutare anche i «neri per bene». Salvini, alla richiesta del ragazzo, ha risposto: «Nel 2019 io non distinguo gli essere umani in base al colore della pelle ma li distinguo come persone “per bene” o persone “per male”. Ci sono italiani per bene e italiani per male così come ci sono immigrati buoni o immigrati cattivi».

L’impegno di Salvini, promesso durante il comizio in piazza Casotti, è quello che accomuna le linee guida del pensiero politico leghista, dichiarando: «Si arriva in Italia se si ha il permesso di arrivare. L’integrazione è possibile soltanto se l’immigrazione è controllata».

Infine, nel corso di questo piccolo siparietto tra Salvini e il giovane gambiano, lo stesso leader del Carroccio ha concluso con un attacco alle coop: «Sono stufo di vedere pseudo cooperative rosse che hanno fatto i milioni di euro con l’immigrazione clandestina, a Reggio e non solo». —

Luca Giuseppe Murrone

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