Gazzetta di Reggio

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BIBBIANO 

La “vita invisibile” di Bboujmaa lungo i binari della ferrovia

Da.Al.

Poca voglia di parlare e sensi di colpa per il marocchino investito dal treno I connazionali: «Prima dormiva in un garage, ma ora non voleva essere visto»

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Bibbiano. Bboujmaa e la sua vita invisibile, di cui ora solo poche persone vogliono parlare. Si è chiusa nel silenzio anche la comunità marocchina di Bibbiano, dopo la tragedia di giovedì mattina, quando il 38enne Bboujmaa Es Sashly è rimasto schiacciato dal treno Reggio-Ciano mentre stava dormendo su un materasso collocato accanto ai binari, su una piazzola in cemento.

Da anni in Italia, il 38 enne aveva avuto problemi con la legge, e non a caso aveva in tasca il foglio di via. Forse per evitare di essere notato e allontanato, aveva scelto di dormire lontano dai luoghi pubblici.

Bboujmaa, cittadino marocchino senza fissa dimora, è morto lungo i binari tra la stazione di Bibbiano e quella di Corniano. Non voleva lasciare l’Italia, quindi continuava a dormire qui e là, in posti diversi. Ma che ci faceva a Bibbiano? Alla domanda rispondono i suoi connazionali. Che parlano della sua vita “in silenzio”. In un garage nei pressi della stazione di Bibbiano aveva messo materasso e coperta. Lì ha dormito per tutto l’inverno. Perché vicino alla stazione? Perché da lì partiva presto da Bibbiano, per non essere visto, e rientrava dopo le 20 di sera.

«La MORTE? UN MISTERO»

Lo conoscono tanti commercianti del paese e della Val d’Enza. Alle sei del mattino entrava sempre a chiedere qualcosa di caldo da mangiare, sempre a voce bassa, poi partiva. Aveva bussato anche la porta della parrocchia per chiedere indumenti.

«Non possiamo credere che giovedì mattina non sia riuscito a svegliarsi», dicono in lacrime i suoi connazionali. «Per noi tutto questo rimarrà un mistero». Per diversi mesi è stato negli arresti domiciliari a Quattro Castella, a casa di un fratello.

Il 2 maggio, alle 6 del mattino, il treno proveniente da Reggio in direzione Ciano d’Enza stava percorrendo la tratta all’altezza di Bibbiano quando la staffa dell’ammortizzatore anteriore ha colpito la testa del 38enne, che stava dormendo lungo i binari. Il corpo del marocchino era avvolto dalle coperte. Il macchinista non è riuscito a frenare in tempo. Inutile la corsa da parte dei soccorritori: per il 38enne non c’era più niente da fare. Sul posto sono rimaste le tracce della sua “casa”: un materasso e i suoi indumenti personali.

Il corpo del 38 enne si trova all’obitorio di Montecchio. La Procura di Reggio Emilia non ritiene necessaria l’autopsia, essendo chiara la dinamica dell’incidente. Saranno i fratelli della vittima ad accompagnare il corpo di Bboujmaa a casa, in Marocco.

«CHE SOCIETA’ È QUESTA?»

Tra i cittadini, c’è chi commenta tramite i social. «Scende una lacrima mentre mi chiedo se sarà uno di coloro che ogni tanto suonano il campanello per ottenere qualcosa. Che ne sarà del suo corpo? Chi veglierà la salma? Ora avrai la pace eterna figliolo. Perdonami».

Un’altra cittadina scrive: «Dovremmo chiedere perdono in tanti. Una società che lascia morire, e ancora di più vivere così le persone, non è da classificare umana. Fermate il mondo, voglio scendere».

Continuano intanto le indagini da parte dei carabinieri per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.— Da.Al.

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