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la sinistra nel mirino 

Stoccate e affondi alle coop sociali «Ho interrotto la mangiatoia»

E.Spa.

Frecciate anche alla Caritas che replica agli attacchi Battuta al vetriolo sul busto di Lenin «Roba da dinosauri»

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REGGIO EMILIA. «Sull’immigrazione sono orgoglioso di avere interrotto la mangiatoia». E poi, sul busto di Lenin a Cavriago, «starebbe bene al museo della Scienza e delle Tecnica a Milano, con gli pterodattili e i dinosauri in via di estinzione...». Nasce come esponente dei comunisti padani. Ma rinnega proprio i simboli della sinistra. Dall’accoglienza fino alle coop. Matteo Salvini parla a tutto campo. E a finire nel mirino sono le coop sociali che hanno disertato il bando per i richiedenti asilo, mettendo a rischio l’accoglienza di circa 1.500 profughi.

Attacco alla caritas

«Evidentemente non accoglievano per generosità e spirito cristiano ma perché ci guadagnavano – affonda il ministro – Penso anche a qualche esponente della Caritas che dice “a 35 euro sì e a 21 euro no”. Allora che carità è? Se è una carità che costa cinque miliardi agli italiani, il lavoro lo farà qualcun altro». Parole alle quali arriva subito una replica: «La Caritas – afferma il segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo – è fatta di italiani che si spendono ogni giorno. Per la maggior parte si tratta di volontari che lavorano a favore dei migranti e di tanti italiani in situazioni di indigenza. Alcune Caritas hanno deciso di partecipare ai bandi perché possono farlo per tener vivo anche il rapporto con le istituzioni».

La crisi delle coop

Salvini parla anche dei buchi e dei crac che hanno segnato la stagione economica delle coop: «Chiederò al Ministero del Lavoro un dossier. Bisogna difendere le coop sane ma individuare quelle finte, che sfruttano i lavoratori e non pagano le tasse. Non voglio condannare un intero sistema. Ci sono coop sane e solide che fanno il bene di reggiani e emiliani, ma ci sono coop che ne approfittano».

la polemica

La visita reggiana di Salvini è iniziata anche con una polemica con il governatore Stefano Bonaccini. «Il prossimo obiettivo – attacca il leader leghista – è un governatore che faccia gli interessi degli emiliani e dei romagnoli e non di qualche amico». Pronta la reazione di Bonaccini: «Sfido Salvini a fare nomi e cognomi. Mi dispiace che le prime parole di Salvini in Emilia-Romagna siano di insulto personale. Per me il ministro dell’Interno rappresenta lo Stato ed è sempre il benvenuto nella nostra regione: un conto è la battaglia politica, altro conto è il rispetto che dovrebbe sempre esserci tra persone delle istituzioni». —

E.Spa.

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