Susanna e la madre Maria dalle reliquie di Bernadette «Speriamo nel miracolo»
Erano tra i quattromila fedeli, tra i quali tanti reggiani, presenti al pellegrinaggio del primo maggio al santuario di Fiorano Modenese
«Sembra di essere a Lourdes, un movimento di pellegrini così grande non lo avevamo mai visto». C’è lo stupore di chi sa di assistere a un evento più unico che raro, tra coloro che assistono entusiasti all’arrivo dei pulmini carichi di fedeli – tanti quelli reggiani – che si arrampicano sulla salita che porta al santuario della Beata Vergine del Castello, a Fiorano Modenese. Una salita che per molti di loro rappresenta una metafora delle sofferenze: tra loro ci sono numerosi ammalati, trepidanti in vista dell’unzione che li attende di lì a poco, nel corso della messa. L’occasione è fornita dall’arrivo delle reliquie di Santa Bernadette di Soubirou, religiosa francese che riferì di avere visto “una signora vestita di bianco” in una grotta del suo paese, Masabielle. Nel 175esimo anniversario della sua nascita e nel 140esimo della morte, il santuario di Lourdes ha promosso il pellegrinaggio europeo delle reliquie. Tre le tappe modenesi, la prima è stata proprio a Fiorano, il primo maggio. Oltre duemila fedeli hanno preso parte, nel pomeriggio, alla messa con gli ammalati, celebrata da don Antonio Lumare, e l’unzione degli infermi. Il numero è quasi raddoppiato la sera per la processione che si è snodata da quattro punti diversi e la messa pontificale con l’arcivescovo di Modena e Nonantola, Erio Castellucci.
Tra i pellegrini c’è chi arriva dal Veneto, chi dalla Lombardia, dalla Liguria e, ancora, dal Friuli e dal Trentino. Il santuario di Fiorano è un crogiuolo di inflessioni e accenti diversi e si è trasformato nella capitale del mondo religioso. C’è chi tenta di affrontare la salita senza ricorrere alle navette.
«Sono stata colpita da un ictus nel 2012 e sono qui perché voglio chiedere aiuto per mia madre, perché stia sempre bene». Queste le parole della fedele Susanna Grossi, proveniente da Viano per assistere alla messa di mercoledì pomeriggio. «Io, invece, sono qui per mia figlia – le fa eco la madre, Maria Lusoli. Sono stata a Lourdes, a Medjugorje; mi è piaciuto moltissimo, perché mi sono sentita bene, una volta affrontato il viaggio. Noi speriamo nel miracolo. Speriamo che Susanna possa camminare ancora e siamo qui per questo».
«In questi giorni hanno chiamato da tutta Italia, ho sentito gli accenti più diversi e i dialetti più strani – racconta don Antonio Lumare, parroco della Beata Vergine, mentre osserva i fedeli e gli ammalati nella stanza vicina all’altare principale dove tra pochi minuti verrà effettuata la celebrazione –. Un grande afflusso di fedeli si registra anche per l’8 settembre, la festa della Madonna, che inizia alle 4 del mattino con la messa e termina alla sera con i fuochi d’artificio. Ma non così. Lo stesso si è verificato ad Alessandria, dove le reliquie hanno fatto tappa in precedenza».
Grande lavoro anche per Franco Taccini, da 40 anni nel Consiglio degli affari economici della parrocchia. «Non immaginavo che Lourdes arrivasse a Fiorano – aggiunge Taccini –. Una signora aveva una borsetta piena di magliette, voleva toccare le reliquie per benedirle».—
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