Vertinelli, ingiusti gli ultimi 6 mesi in cella
La Cassazione boccia la carcerazione di Palmo disposta dalla Corte: il 58enne resta dentro per un precedente ricorso dei pm
Sei mesi di ingiusta detenzione. È quanto deciso il 30 aprile dalla Cassazione (atto definitivo, non più impugnabile) nei riguardi di Palmo Vertinelli, cioè uno degli imputati “eccellenti” del maxiprocesso Aemilia e che in primo grado è stato condannato a poco meno di trent’anni di reclusione.
IL VERDETTO POI LA CELLA
Una questione giudiziaria intricata che si rifà all’ormai famoso 31 ottobre scorso, quando la Corte di Aemilia (il presidente Francesco Caruso e i giudici a latere Cristina Beretti ed Andrea Rat) nel giorno della storica sentenza di ’ndrangheta, con un’ordinanza, aveva incarcerato (come richiesto dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi) tutti i condannati per associazione mafiosa, fra cui appunto Vertinelli.
AGGREDITA l’ORDINANZA
Ma a quel tempo era ancora pendente un altro sofferto braccio di ferro fra la difesa e l’accusa sulla custodia cautelare in carcere di Palmo: il 22 marzo era stato scarcerato, per poi finire in cella nuovamente, il ritorno alla libertà del 4 aprile con un nuovo ricorso al Riesame di Bologna che era stato subito impugnato in Cassazione dai due pm antimafia.
Ebbene, il 31 ottobre scorso ancora non si conosceva l’esito di questa battaglia legale. «I giudici di Aemilia – spiega l’avvocato difensore Gaetano Pecorella, famoso penalista con trascorsi come parlamentare e docente universitario – invece di attendere il giudizio di rinvio dalla Cassazione, con la sentenza del 31 ottobre 2018 ha emesso una seconda ordinanza cautelare, per gli stessi fatti e sulla base degli stessi indizi, rimettendo Vertinelli in carcere. E ciò nonostante la difesa avesse avvertito la Corte che una nuova ordinanza avrebbe violato il principio del ne bis in idem. La Cassazione – conclude il difensore – ha ora riconosciuto che la difesa aveva ragione, ed ha annullato il provvedimento dei giudici di Reggio Emilia. Fatto sta che Palmo Vertinelli è stato in carcere sei mesi senza titolo che ne giustificasse la detenzione».
MA RIMANE DENTRO
Un annullamento della Suprema Corte che però non ha aperto le porte del carcere all’imprenditore edile d’origine cutrese. Perché?
In soldoni, ha avuto esito sfavorevole per Vertinelli il citato “botta e risposta” partito con l’ordinanza del 22 marzo 2018, in quanto nei mesi successivi alla sentenza di primo grado di Aemilia la Cassazione ha accolto il ricorso dei due pm antimafia e rinviato di nuovo il “nodo” sulla misura cautelare al Riesame di Bologna che ha successivamente confermato la detenzione del 58enne. Per questo motivo Vertinelli rimane in cella e vedremo più avanti se vi saranno ulteriori “mosse” da parte della difesa. —
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