«A favore di vita, famiglia accoglienza e integrazione»
Messi al centro i temi che riguardano la concezione della persona umana «Senza dimenticare il diritto al lavoro e il sostegno allo sviluppo dell’università»
REGGIO EMILIA. «Partecipare alle elezioni è un diritto – dovere di tutti. Non è indifferente infatti, per il bene della vita di una città e dei suoi componenti, che essa sia amministrata da persone di un orientamento o di un altro. Il mio primo invito perciò è a partecipare a queste elezioni, dopo aver cercato di conoscere, in questo tempo che ci resta, programmi e proposte delle liste dei candidati. Non è un compito facile».. A dirlo è il vescovo di Reggio Emilia che, a poche settimane dalle elezioni amministrative ed europee, desidera «raggiungere tutti i potenziali elettori, credenti e non, con questa mia nota (inviata ai parroci, ndr), rivolta in particolar modo a coloro che desiderano un orientamento da parte del vescovo. O conoscere comunque il suo pensiero». «Non sempre – scrive monsignor Camisasca – le promesse elettorali corrisponderanno alla volontà effettiva degli uomini e delle donne che saranno eletti. Le liste poi, spesso, portano al proprio interno posizioni diverse, anche su temi importanti, addirittura su temi decisivi, come quelli che riguardano la concezione della persona umana, della vita dalla nascita alla morte e dei rapporti nella società. Mi rendo conto perciò di consigliare, a chi lo desidera, un compito difficile. D’altra parte soltanto eleggendo persone conosciute e il più possibile corrispondenti al proprio ideale di vita, adempiremo al compito che ci è assegnato come elettori. Non spetta al vescovo, naturalmente, indicare né liste né persone. Non l’ho mai fatto e non lo farò neppure ora. Con ciò non voglio mostrare nessuna equidistanza. Per questa ragione mi permetto di elencare alcuni criteri per la scelta».
«Mi auguro – prosegue il vescovo – che siano elette persone che abbiano a cuore la difesa della vita in ogni momento del suo svolgimento, persone che abbiano a cuore la maternità e il diritto alla vita del concepito, candidati perciò che si facciano promotori di una politica di aiuto alla famiglia e alla nascita, alle ragazze madri, ai consultori e alle associazioni che sostengono il diritto alla vita. A tutto ciò è legato anche il diritto al lavoro, che va promosso anche attraverso il sostegno alle imprese, soprattutto a quelle di piccole dimensioni che faticano a trovare percorsi di continuità e ad essere finanziate dalle banche. Auspico anche una continuità con la politica di sostegno alle scuole paritarie, come già avvenuto negli scorsi anni».
Non manca una riflessione sulla famiglia, sulla cura degli anziani e sul fine vita: «Non possiamo assolutamente trascurare il sostegno a coloro che desiderano fare famiglia. Nel rispetto assoluto delle persone e dell’affettività di ciascuno, deve essere riconosciuta l’importanza della famiglia formata dall’incontro stabile fra l’uomo e la donna, nucleo centrale del formarsi della società civile, della trasmissione della vita e dell’educazione dei figli. Le nostre città oggi sempre più vedono la presenza di anziani, talvolta soli, malati, bisognosi di assistenza e di cure. Una vera civiltà umanistica si deve aprire alla considerazione dell’importanza dell’anziano come persona ricca di memorie, di storia e, talvolta, funzione educativa indispensabile verso i nipoti e i più piccoli. Le famiglie vanno aiutate a custodire in casa i loro genitori e nonni. Nel caso in cui sia indispensabile il loro ricovero, una comunità veramente matura è chiamata a sostenere le case di accoglienza e di cura. Particolare attenzione deve essere rivolta a coloro che si trovano in una situazione finale della vita, senza più speranza di interventi medici risolutori. Gli hospice e i luoghi delle cure palliative devono aiutare le famiglie nei momenti spesso drammatici e talvolta prolungati in cui i nostri anziani perdono ogni possibilità di relazione e di coscienza. Di fronte a una cultura dell’eutanasia siamo chiamati a scegliere candidati alle elezioni che manifestino una chiara coscienza anti-eutanasica».
E ancora il tema della povertà: «I candidati alla gestione del nostro Comune devono manifestare una chiara sensibilità verso le forme antiche e nuove di povertà. Allo stesso modo mi permetto di riaffermare quanto ho detto in molteplici occasioni nei confronti della realtà dei migranti. Anche se il numero di essi è ridotto rispetto al recente passato, nessuno di noi può sapere quale sarà il futuro. Accoglienza e integrazione devono essere le due grandi direttive che dovranno muovere la politica comunale. Senza integrazione non vi è vera accoglienza».
Per passare poi alla politica culturale («all’interno di una politica di promozione e sostegno dei giovani, del lavoro, della famiglia, grande importanza assume il sostegno allo sviluppo della nostra università e all’accoglienza degli studenti») e alla salvaguardia della natura («nuove forme di energia, smaltimento dei rifiuti, aiuto al crescere di una sana ecologia sono strade fondamentali del bene comune«).
«Mi rendo conto – si conclude la nota – di avere delineato le caratteristiche di un candidato ideale. Sarà forse impossibile trovare persone che incarnino tutti questi valori. È compito nostro di discernere e individuare quelle persone che ad essi più si avvicinano». —
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