Due inchieste sulla morte del manager. Sigilli alla “scatola nera” dell’elicottero
Martedì l’autopsia su Alessandro Bonacini. I resti del velivolo custoditi in un capannone: sequestrato anche il cellulare
REGGIO EMILIA. Sequestro dei resti dell’elicottero e della “scatola nera”, autopsia e raccolta delle testimonianze. Sono gli elementi che vanno a comporre la doppia inchiesta - una amministrativa dell’Agenzia per la sicurezza del volo (Ansv) e l’altra penale della procura - aperta dopo la morte di Alessandro Foglio Bonacini, il pilota d’auto da corsa, reggiano e manager di 37 anni, deceduto dopo essere precipitato con l’elicottero che pilotava venerdì mattina a Pegognaga. Stava sorvolando la zona industriale del Mantovano, per salutare un amico. Ad un tratto il suo elicottero è andato in stallo, il rotore con le pale sembra che abbia cominciato a perdere pezzi ed è precipitato su una cabina della rete del gas che distribuisce metano. Per Bonacini - figlio di Piero Foglio, fondatore della Cellularline - che era da solo sull’elicottero Robinson R 22 Beta 2 appena noleggiato all’aeroporto di Carpi, non c'è stato nulla da fare. . Al vaglio degli inquirenti, Procura della Repubblica di Mantova in primis, i dati registrati dal sistema di emergenza Elt, una sorta di “scatola nera” installata a bordo dell’elicottero precipitato venerdì nei pressi di un capannone di via Guiodo Rossa 5. Il sistema, grazie alla triangolazione satellitare, è in grado di fornire però solo le coordinate del punto d’impatto e l’ora in cui è avvenuto, ma non le cause relative ad eventuali malfunzionamenti. Dalla società Elicompany Srl di Carpi (Modena) proprietaria del velivolo, stanno attentamente seguendo il caso per comprendere se si sia trattato di un errore umano o un guasto.
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Il pilota dell’elicottero deceduto nell’incidente era abilitato alla guida e aveva all’attivo un migliaio di ore di volo, per cui considerato esperto. Anche i resti dell’elicottero sono stati posti sotto sequestro e sono conservati in una capannone messo a disposizione dal sindaco Dimitri Melli per i rilievi disposti dalla procura.
Anche la salma - composta nella camera mortuaria dell’ospedale di Suzzara - sarà sottoposta all’esame autoptico disposto per domani dal pm Carmela Sabatelli. Resta da stabilire, infatti, se la morte sia sopravvenuta per l’impatto del velivolo al suolo o per altre cause, tra le quali non si esclude per ora un malore. Gli ultimi attimi di vita potrebbero essere stati registrati dal cellulare della vittima che è stato recuperato dai carabinieri di Pegognaga, che potrebbero acquisire i tabulati. L’imprenditore reggiano, infatti, poco prima di partire dall’aeroporto di Carpi, aveva avvisato il titolare dell’azienda Autolift di via Ferri di Pegognaga che avrebbe sorvolato la zona per un breve saluto. Arrivato all’altezza della zona industriale è avvenuta la tragedia.
Spostato e con due figli di 4 e 6 anni, grande appassionato di motori, Bonacini aveva preso il brevetto di volo da qualche anno ed era solito servirsi dell’elicottero per qualche breve spostamento. «L’ho visto sorvolare il capannone della mia azienda di demolizioni d'auto - ha raccontato Raffaele Nora, testimone diretto della tragedia - Ero nel cortile, ho notato l’elicottero compiere due-tre giri e poi l’ho visto come bloccarsi in aria. Si è quasi capovolto. Poi ho visto il rotore disintegrasi e i pezzi cominciare a cadere». —
Mauro Pinotti
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