«Pera fare il ponte di Coenzo va realizzata la Cispadana»
Lo ha detto l’assessore regionale Donnini alla tavola rotonda sulla viabilità «Rientra nelle opere di adduzione legate alla realizzazione dell’autostrada»
Brescello. Un territorio sovraccaricato dal traffico che avrebbe bisogno di uno “sfogo” per alleggerire i centri abitati dei Comuni sul confine tra le province di Reggio e Parma. Questo il quadro presentato ieri nel corso della tavola rotonda che si è svolta in sala Prampolini a Brescello, dove diversi amministratori del territorio si sono ritrovati per confrontarsi sulle prospettive della viabilità legate in particolare all’autostrada Cispadana – che dovrebbe collegare Reggiolo con l’Adriatico – della quale alcune opere di adduzione si rivelano fondamentali per i territori della bassa reggiana e parmigiana.
In particolare, a essere richiesto a gran voce, è da tempo il ponte sull’Enza a Coenzo, che permetterebbe di deviare il traffico pesante da queste zone. I numeri sono impietosi: tra Brescello e Sorbolo transitano ogni giorno 11mila veicoli, tra cui 1500 tir, in particolare dopo la chiusura del ponte di Casalmaggiore.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Elena Benassi, si sono succeduti quelli di altri rappresentanti delle istituzioni: il sottosegretario alla Regione Giammaria Manghi, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, Michele Alinovi del Comune di Parma e Michela Canova dell’Unione Bassa est parmense, oltre a Giampiero Lupatelli del Caire e ad alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale. L’intervento finale è stato dell’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini, che ha fatto il punto della situazione sul tema Cispadana e delle sue opere collaterali.
«La Regione – ha spiegato - ha compiuto sinora tutti gli atti necessari per rendere possibile in tempi rapidi la cantierizzazione dell’autostrada Cispadana. Abbiamo investito 179 milioni come contributo pubblico, siamo disponibili ad aggiungere altri 100 milioni per una ricalibratura del piano economico-finanziario però chiediamo e pretendiamo che ci venga consegnato a ormai due anni di distanza dal parere positivo della valutazione di impatto ambientale da parte di Autostrada Regionale Cispadana il progetto definitivo adeguato alle prescrizioni della valutazione stessa. Sappiamo che oltre ai nostri 100 milioni e alle necessarie ottimizzazioni del progetto, è indispensabile che vi sia una ricapitalizzazione della società Arc da parte di Autobrennero per altri 100 milioni: questo è scritto nel piano economico finanziario che Autobrennero sta discutendo col governo per il rinnovo trentennale della concessione e di conseguenza speriamo che si possa sbloccare nel giro di pochi giorni anche questa ulteriore condizione necessaria». «Per quanto riguarda le opere di adduzione che interessano il territorio reggiano e parmigiano – ha aggiunto – sono all’interno del miliardo e 300 milioni di euro accantonati per la Cispadana. Non sono opere di compensazione ma di adduzione, cioè funzionali e necessarie alla realizzazione della Cispadana: quindi, quel che possiamo fare una volta sbloccato il tema Cispadana, sarà chiedere che queste opere – anche alla luce dell’urgenza che hanno per il territorio – vengano realizzate non postume all’autostrada ma contemporanee ad essa». —
A.V.
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