Istruzione, Cgil contraria all’autonomia regionale «Diritti uguali per tutti»
REGGIO EMILIA. La Cgil si oppone all’autonomia differenziata richiesta non soltanto dalla Lombardia e dal Veneto, ma anche dall'Emilia-Romagna amministrata dal centro sinistra. Un argomento del quale ne parleranno, domani alle 17,30 alla Camera del Lavoro, Mario Ricciardi, docente del dipartimento di scienze politiche dell’università di Bologna e ex-presidente dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione), e Lorenzo Capitani dell’Associazione reggiana per la Costituzione.
Coordinerà l’incontro Ivano Bosco, segretario generale della Cgil reggiana. L’iniziativa è promossa dal sindacato della scuola Flc.
A suo avviso la regionalizzazione dell’istruzione mina il diritto previsto dalla Costituzione italiana, secondo la quale ogni cittadino deve avere le stesse opportunità formative: «All’eguaglianza dei diritti – denuncia invece la Cgil – subentrerebbe un diritto diseguale a seconda della regione in cui si vive. Al posto della scuola statale che deve essere istituita con eguali parametri in ogni angolo del Paese verrebbero create scuole anche private a finanziamento regionale, aggirando così la prescrizione costituzionale che esclude oneri per lo Stato».
Secondo la Cgil, «diritti e doveri, stipendi, reclutamento, mobilità del personale scolastico non sarebbero più regolati dal contratto nazionale ma da tanti contratti regionali di turno e la valutazione dei dirigenti scolastici finirebbe sotto il controllo dell’Assessore regionale». —
L.S.
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