Tresinaro, paura in quattro Comuni Chiuso il ponte di San Donnino
Coc attivi a Casalgrande, Castellarano, Scandiano e Rubiera Sindaci mobilitati a presidio di strade e piste lungo le sponde
Il Tresinaro ha fatto paura, costringendo alla mobilitazione quattro Comuni ceramici: Casalgrande, Castellarano, Scandiano e Rubiera. Ponti chiusi, argini sfiorati, tronchi d’albero ammassati e piste ciclopedonali off limits: le immagini rimbalzate sui social network dal primo pomeriggio di ieri hanno dato conto del rischio concreto che ha stretto nella morsa i territori attraversati dall’affluente del Secchia. Stavolta quest’ultimo non ha preoccupato, mentre il Tresinaro a partire dalle ore 14 a causa della pioggia battente ha mostrato un incremento molto rapido, superando abbondantemente la soglia arancione e sfiorando la soglia rossa, con un andamento che ha raggiunto il picco verso le 17, all’idrometro di Cà de’ Caroli, per poi cominciare a riabbassarsi due ore dopo. Per il rischio idrogeologico legato al Tresinareo quattro Comuni hanno attivato il Coc (centro operativo comunale), mettendo a presidio dei punti critici i volontari della Protezione civile e la polizia municipale.
ponte chiuso
Il ponte sul Tresinaro tra Corticella e San Donnino di Casalgrande è stato un osservato speciale, per via della strettoia che il torrente disegna in quel tratto. Il ponte, chiuso alle ore 17, è stato monitorato ora per ora dai volontari della Protezione civile. «Se il livello cala, potremmo riaprirlo a breve – ha dichiarato alle 19 di ieri il sindaco di Casalgrande Alberto Vaccari – La pioggia battente dalla notte e la bomba d’acqua del primo pomeriggio hanno provocato un aumento repentino del Tresinaro, che nel nostro territorio si stringe, mentre il Secchia ha un alveo molto più capiente. Perciò un tratto di ciclabile sulla sponda del Secchia, che era stata chiusa, è già stata riaperta». Il ponte, che rimane per metà sotto il territorio di Castellarano e per metà sotto quello di Reggio Emilia, è rimasto un punto cruciale anche al calar del buio, quando il primo cittadino ha “staccato” dopo una spola interminabile e dopo aver provveduto a rimuovere i tronchi ammassati trascinati dalla corrente per consentire un miglior deflusso dell’acqua.
pulizia provvidenziale
«C’è un freddo incredibile, ci sono due gradi – ha concluso Vaccari – Qui è caduta pioggia mista a neve, mentre a Castellarano vera e propria neve». «Meno male che negli ultimi mesi, a partire da febbraio, sono stati eseguiti interventi di manutenzione e pulizia dell’alveo del Tresinaro, consentendo un maggior volume d’acqua. In questo frangente ha aiutato parecchio, così come il rialzo dell’argine, eseguito dalla Protezione civile poco prima della chiusa di Rubiera». A parlare è Emanuele Cavallaro, il sindaco di Rubiera, trasformatosi in vedetta del punto più impressionante: la chiusa che segna il confine tra Rubiera e Reggio, dalla quale parte il canale di Carpi, dove il livello dell’acqua ha sfiorato le sponde. «Maggio dovrebbe essere un mese tranquillo: siamo davanti ad eventi meteo eccezionali. Ci tengo a ringraziare i volontari di Protezione civile, che si stanno adoperando per la sicurezza collettiva».
CA’ DE’ CAROLI
Se l’idrometro di Cà de’ Caroli ha fatto scattare la campanella d’allarme, a Scandiano i provvedimenti sono stati limitati a brevi tratti delle frazioni. «Alle 16.30 il Comune ha emesso un’ordinanza di chiusura totale, fino alla fine dell’allerta meteo, delle ciclopedonali lungo il Tresinaro (da Iano ad Arceto) nonché la chiusura di un strada di Arceto parallela alla sponda del torrente, via Caraffa», ha spiegato il vicesindaco Matteo Nasciuti. —
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