Brucia Autozatti, oltre 80 veicoli distrutti
L’incendio alla concessionaria di Lentigione, sviluppatosi per cause accidentali, ha provocato un’alta colonna di fumo nero
Brescello. Decine e decine di auto distrutte, un vigile del fuoco ferito e sei persone intossicate. Questo il bilancio dello spaventoso incendio che ieri pomeriggio si è sviluppato all’Autozatti di Lentigione, che ha provocato una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza.
I danni non si contano: sono oltre 80 le automobili rese inutilizzabili – vetri e pneumatici sono scoppiati a causa del calore sprigionato dalle fiamme – e parte del tetto danneggiato. Proprio dal tetto potrebbe essersi originato l’incendio, a causa secondo le prime ipotesi di un corto circuito generatosi nella zona degli uffici anche se non si parlava di alcuni lavori in corso sul tetto. Ad alimentare il fuoco, che col passare dei minuti ha guadagnato sempre più terreno, pare sia stato l’isolante in lana di roccia di cui è rivestito il tetto, un materiale particolarmente infiammabile che ha reso impegnative le operazioni di spegnimento.
Per domare le fiamme, infatti, si è reso necessario un intervento massiccio di diverse squadre di vigili del fuoco provenienti da comandi e distaccamenti della zona: a Lentigione sono accorse a sirene spiegate squadre provenienti da Parma, Reggio Emilia, Sant’Ilario, Guastalla e Viadana, con tanto di autobotti e da Bologna. Le operazioni si sono protratte per diverse ore, e sono state particolarmente impegnative.
A seguire il tutto, attimo per attimo, i due titolari, i fratelli Giuliano e Luciano, oltre al sindaco di Brescello Elena Benassi, a sincerarsi di persona delle condizioni di una delle attività storiche e più conosciute di tutto il territorio brescellese.
Ingenti i danni alla struttura e in particolare al parco macchine, che meno di due anni fa aveva dovuto essere in parte riallestito a seguito dello straripamento del torrente Enza, che inondò la frazione di Lentigione.
Oltre al parziale crollo del tetto, nell’incendio sono state danneggiate decine di auto mentre altre destinate alla vendita, per fortuna – grazie alla prontezza d’azione di alcuni dipendenti e operai – sono state messe in salvo.
Si sono verificate leggere intossicazioni che hanno costretto alcuni dipendenti a ricevere ossigeno sul posto dai mezzi di soccorso intervenuti. Paura per un pompiere 49enne, caduto da 4 metri durante l’intervento. È stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Parma, con un trauma toracico e si temevano fratture. Fino a ieri sera, l’uomo si trova in Rianimazione con prognosi riservata data l’importanza della dinamica dell’incidente.
L’incendio ha avuto importanti ripercussioni anche sulla viabilità. Via Cisa, importante strada di comunicazione a cavallo tra le province di Reggio e Parma, è infatti rimasta chiusa a lungo per consentire le operazioni di spegnimento ai vigili del fuoco: le auto e i mezzi pesanti che si spostavano lungo quella direttrice sono stati obbligati a prendere strade alternative sia in direzione di Parma che in direzione di Mantova. A deviare il traffico, gli agenti del corpo di polizia municipale Bassa Reggiana. Sul posto per le indagini del caso, anche i carabinieri della locale stazione. —
Andrea Vaccari
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