Doppie firme, la prescrizione toglie dal processo 96 reggiani
Ma in 14 rinunciano al beneficio di legge: «La perizia calligrafica ci scagionerà» D’Andrea: «Assisto due ricercatori in Usa e questa vicenda li blocca in Italia»
Sono trascorsi quasi cinque anni dalle elezioni comunali a Reggio Emilia (si votò il 25 maggio 2014) finite nel mirino del pm Giulia Stignani in quanto emersero tante firme dubbie (doppie? false?) a sostegno dei candidati.
E, al tirar delle somme, risulterebbero coinvolti la bellezza di 387 reggiani (ma il condizionale è d’obbligo, perché la vicenda è complicata e i numeri oscillano in tribunale).
LA GIUSTIZIA LENTA
Ieri l’ennesima udienza sulla prima “valanga” da 110 imputati. Ma fra decreto penale di condanna (da 200 euro) e relativa opposizione, per poi arrivare davanti al giudice Stefano Catellani, il percorso giudiziario è divenuto talmente tortuoso che non poteva non finire con la “scure” della prescrizione. E la stragrande maggioranza degli imputati (cioè 96) si è allineata al “non doversi procedere per intervenuta prescrizione” sancita dal magistrato giudicante.
Ma c’è anche chi – facendo valere un proprio diritto – ha rinunciato a far valere la prescrizione, biforcando di fatto il procedimento: «Disconosciamo l’autenticità delle firme, non le abbiamo fatte noi. Vogliamo la completa assoluzione».
Si tratta di 14 persone che ritengono a gran voce che un’ingiustizia sia avvenuta nei loro confronti. Molte delle firme – sostengono tramite i loro avvocati – sarebbero state palesemente falsificate a loro insaputa. Come ormai lamentato a più riprese, decine di imputati in questo procedimento hanno scoperto solo con la notifica del decreto penale di condanna che il loro nome era finito a un candidato spesso di segno opposto rispetto a quello per il quale avevano realmente firmato. Una “migrazione” anomala di firme che li ha portati ad essere imputati a processo, per la violazione di un articolo della legge elettorale (la 93 del Dpr del 1960).
LA PERIZIA SULLE FIRME
E per chi non ci sta ad uscire da questo processo “solo” perché è sopraggiunta la prescrizione, ieri è stato nominato un perito calligrafo (Salvatore Pisani di Parma) che dovrà fare chiarezza entro l’udienza già fissata del 30 settembre. «Abbiamo chiesto che venissero velocizzati i tempi della perizia calligrafica – dice al termine l’avvocato difensore Ernesto D’Andrea – perché assisto due professori di scuola superiore che fanno ricerca negli Stati Uniti e con un procedimento pendente non possono recarsi in terra americana per i loro studi».
In questo maxiprocesso – ora rimasto in piedi solo per 14 posizioni – sono entrati, a più riprese, pensionati, bancari, impiegati. Tranche su tranche di imputati. Ma non è finita qui, perché in giugno partirà un altro procedimento prevedibilmente dai “numeri” altisonanti davanti e prevedibilmente con gli stessi problemi di quello che ieri si è sdoppiato . Sarebbero, invece, solo una decina gli imputati che hanno fatto opposizione puntando sul rito abbreviato. —
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