Musicista accusa l’ex fidanzata «Mi ha diffamato su Facebook»
I post offensivi erano apparsi in un profilo in cui era possibile vedere il videoclip in cui l’uomo si esibiva con la sua band, ma l’imputata nega in aula
SCANDIANO. Un musicista 42enne accusa l’ex fidanzata d’averlo diffamato su Facebook, con una serie di post apparsi il 15 novembre 2015 – nel cuore della notte – su un profilo Facebook aperto a tutti e in cui era possibile vedere il video clip in cui l’uomo si esibiva con la sua band.
In apertura di processo lo scandianese, costituitosi parte civile, tramite l’avvocato Nico Vaccari, si è detto disponibile a ritirare la querela, ma a fronte di un risarcimento-danni di 2.500 euro, da pagare anche a rate. Ma l’imputata, in maniera decisa, ha rimandato al mittente la proposta: «Credo di non aver fatto nulla di male, e a questo punto vorrei capire tramite il processo».
Chiusa la parentesi, è stato sentito subito il musicista: «Quella notte ero stato avvertito, intorno alle 3.30, da un amico bassista. E così ho letto le frasi a commento del video clip – dice davanti al giudice Stefano Catellani – e nei post ho riconosciuto in foto la mia ex fidanzata, del resto c’era nome e cognome, inoltre ha scritto cose che solo lei poteva sapere. Mi ha dato del mantenuto da mia moglie, dell’ignorante, che faccio del male alla musica e metto zizzania facendo litigare le persone, poi l’allusione ad un gattino bianco fatto all’uncinetto che gli aveva dato mia nonna. Ha leso la mia reputazione, quindi ho stampato tutto e il giorno dopo sono andato dai carabinieri per la querela».
A quanto scritto su Facebook hanno risposto l’ex manager ma anche la moglie del musicista, smentendo quelle frasi. Una ricostruzione confermata – nella successiva deposizione – dall’amico che aveva avvertito il musicista: «Offese forti e nonostante gli inviti a desistere, i post di quel tenore sono proseguiti sino a mezzogiorno. Le avevo scritto che non era il luogo adeguato, se aveva qualcosa da dire dovevo farlo al diretto interessato. Sono convinto che l’anno scorso lei mi abbia contattato con lo stesso profilo ma una foto diversa, per parlare di musica e scuola». Da tutto ciò prende le distanze l’imputata che è difesa dall’avvocatessa Daniela Denti: «Io non ricordo di aver scritto quelle cose – va al contrattacco – poi figuriamoci a quell’ora di notte! Quando mi hanno contattato i carabinieri per la querela, credevo si trattasse di uno scherzo. Non ho un bel ricordo della relazione, lui era molto geloso, mi controllava, non voleva nemmeno che andassi all’università. Ma sono passati tanti anni. Io ho un profilo Facebook , ma ho saputo da poco che vi sono ben nove profili con il mio stesso nome e cognome. Non so poi se qualcuno è entrato abusivamente nel mio profilo. Il gattino bianco all’uncinetto? Ho probabilmente incontrato la nonna del mio ex, ma non credo d’aver ricevuto un gattino di quel tipo». Si torna in aula il primo luglio per la discussione e la sentenza. —
T.S.
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