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Presidio e blocco dei camion per nove operai licenziati

Adr.Ar.

Momenti di tensione davanti ai cancelli della ditta d’imballaggi Pamm di Roteglia Stanco del Si Cobas: «Puniti per le loro idee politiche. Ora andremo per vie legali»

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CASTELLARANO. Un presidio di protesta contro nove licenziamenti e blocco dell’accesso dei camion e dei mezzi. Sono giornate con nervi tesi davanti alla sede della Pamm di Roteglia, storica impresa specializzata in casse, imballaggi e contenitori per macchine industriali.

la protesta

Ieri mattina nove dipendenti della International Logistic, realtà con sede legale a Sassuolo e sede operativa proprio nei capannoni della Pamm, hanno manifestato davanti all’ingresso della Pamm, nella zona artigianale a lato della fondovalle Secchia, impedendo ai mezzi pesanti di entrare per lo scarico e il carico. Una scelta forte, che ha generato qualche inevitabile momento acceso con i trasportatori ed ha fatto arrivare in zona sia pattuglie dei carabinieri sia degli agenti della Digos.

Perché la protesta? I nove uomini, tutti iscritti al sindacato Si Cobas, sono ex lavoratori della Pamm «che da alcuni mesi sono stati assorbiti dalla International Logistic. Una mossa della Pamm, che vuole eliminare le maestranze dirette affidandosi a fornitori esterni, ma per loro non è nemmeno cambiata la sede di lavoro», racconta Daniele Stanco della Si Cobas, che segue la vertenza e ieri ha affiancato il gruppo per tutta la giornata di presidio a Roteglia.

Venerdì 3 maggio, continua il sindacalista, «questi nove lavoratori sono stati licenziati, è arrivata loro la comunicazione del provvedimento, e dal nostro punto di vista è una mossa voluta, legate alle simpatie politiche dei nove dipendenti, tutti legati alla Cobas».

Non è il primo atto di una vicenda che già nel 2018 ha vissuto fasi accese, con un forte scontro fra Si Cobas e proprietà, sempre legato alla gestione del personale. Ed ora la temperatura si è rialzata, in seguito ai nove licenziamenti.

i sindacati

«Prima queste persone sono state fatte passare a un’altra azienda, senza però cambiare minimamente mansione né sede di lavoro: sono sempre rimasti alla Pamm a Roteglia. La cosa è andata avanti per alcuni mesi e poi è arrivata la notifica del licenziamento, all’improvviso», continua Stanco. «Abbiamo chiesto spiegazioni, nessuno ci ha risposto, anche ieri, durante il presidio, c’è stato qualche accenno di discussione prima di un’altra chiusura. Ora impugneremo i provvedimenti, seguiremo la pratica per vie legali, ma il problema rimane. Per ottenere ragione in tribunale possono volerci anni, in casi simili, e nel frattempo gli operai si trovano senza una retribuzione. Come possono fare?»

Il presidio con blocco degli accessi alla sede aziendale è una scelta forte, che inevitabilmente può portare a nuove tensioni anche con terze parti, a partire dai camionisti. In mattinata non è mancata qualche parola a voce alta, ma senza che si arrivasse mai a contatti fisici. Sul posto hanno effettuato diversi sopralluoghi i carabinieri della stazione di Castellarano e nel pomeriggio sono giunti gli uomini della Digos, che hanno identificato i presenti, anche in vista di una possibile futura denuncia da parte dei titolari dell’azienda. In attesa di un eventuale riapertura del dialogo, relativo al rientro al lavoro dei licenziati, la protesta probabilmente proseguirà con una presenza continuativa dei manifestanti e degli esponenti Si Cobas davanti ai cancelli, pronti a intercettare i mezzi di passaggio. E non sono da escludere altre possibili frizioni. —

Adr.Ar.

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