«Un flagello per l’agricoltura in Montagna. Annata da buttare, non lasciateci soli»
L’appello dell’imprenditore agricolo Pizzino: «Quasi 60 centimetri di neve sulle colture. Colpita anche l’apicoltura»
CARPINETI. «Quello che è successo domenica è il flagello peggiore che si possa immaginare per le aziende agricole della montagna: quest’annata sarà con ogni probabilità da buttare, spero che a livello regionale e nazionale sia disposto lo stato di calamità o qualche forma di aiuto, visto anche il peso sociale che l’agricoltura ha per questi territori». . A raccontare una situazione disastrosa legata alla nevicata di domenica è Mirco Pizzino, titolare dell’azienda agricola “Il Pichello” di Marola. Una voce che esprime un disagio, se non una disperazione, diffusa tra molti agricoltori appenninici. «I danni sono ingentissimi – afferma – la neve caduta dove ho le mie coltivazioni ha raggiunto quasi i 60 centimetri. Le piante e le coltivazioni arboree sono rovinate: hanno perso i frutti, le foglie e i rami sono caduti. C’è anche un danno ambientale enorme anche nei boschi del territorio in cui le piante sono state decimate dal peso della neve, trattenuto dalle foglie».
L’APPELLO
L’azienda agricola di Pizzino lavora anche su cereali antichi, ma anche qui pare un bollettino di guerra: «Il grano è schiacciato dalla neve: riusciremo a valutare meglio nei prossimi giorni ma si prospetta una perdita del 50% della produzione. Le coltivazioni orticole sono da buttare e ricominciare, lavorando di nuovo la terra e riseminando, ma ovviamente ci saranno forti ritardi sul mercato». L’azienda lavora anche sull’apicoltura e la produzione di miele, ma non va meglio: «La vita delle api è fortemente legata alla stagionalità: in primavera le colonie aumentano, ma tante api, si vede dalle arnie, sono morte di freddo, e quelle che escono non trovano fiori e rischiano di morire di fame. Le nutriremo in altro modo, ma ovviamente aumentando i costi. Io per la mia azienda avevo cercato di diversificare i settori di produzione ma quest’annata sarà da dimenticare per tutto». Pizzino conclude con un appello: «Con tanti altri produttori della montagna siamo presenti tutte le settimane a Reggio in piazza Fontanesi per il mercato contadino: chiedo ai nostri clienti se possono di sostenerci in questo momento, magari acquistando qualcosa in più dalle aziende dell’Appennino». —
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