Mendicino in aula senza la scorta È tornato libero
Il 43enne ha espiato la pena relativa a due condanne per rapina e furto, ma ora l’attende un nuovo processo insieme al cugino e un amico
REGGIO EMILIA. Ieri mattina l’artigiano edile d’origine crotonese Alfonso Mendicino, 43 anni, era atteso nell’aula penale a piano terra del tribunale per affrontare l’ennesimo processo.
Ma stavolta non si è presentato scortato dalle guardie carcerarie. Il perché è molto semplice. Ha espiato le pene legate ad una serie di condanne definitive (per rapina impropria e furti). Trascorso l’ultimo mese in semilibertà, Mendicino ha chiuso i conti con la giustizia.
Come sempre tutelato dall’avvocato Mattia Fontanesi, ora il 43enne (insieme al cugino Pasqualino e a un amico) dovrà difendersi dall’accusa di furto (di rame e materiale ferroso) che risale a sei anni fa.
Ieri l’udienza davanti al giudice Silvia Semprini è stata però rinviata subito per la mancanza di un testimone e se ne riparlerà a fine novembre.
Su Mendicino si sono concentrate fior di polemiche soprattutto nel 2016, quando aveva pubblicato dei video sulla rete in cui si scagliava senza troppi giri di parole contro i reggiani, per poi chiedere una preghiera per i cutresi in carcere, molti di questi arrestati al nord sulla scia dell'inchiesta Aemilia che ha coinvolto lo stesso Mendicino (è stato condannato in primo grado a sette anni e mezzo di reclusione per il concorso in un’estorsione aggravata dal metodo mafioso).
Sempre nel 2016 gli era stata applicata la sorveglianza speciale. Un provvedimento senza obbligo di dimora, in soldoni doveva sempre comunicare gli spostamenti. Limitazione che era chiesta dalla questura ed ottenuta dal tribunale e su cui aveva avuto un peso la denuncia per minacce gravi presentata da Gabriele Delmonte (consigliere regionale della Lega Nord): Mendicino dopo ripetuti video pubblicati sulla sua pagina Facebook in cui si scagliava contro i reggiani, se l’era presa con il consigliere leghista che aveva fortemente criticato quelle parole sulla rete e con interventi sui mezzi di informazione.
Sorveglianza speciale decaduta poi quando è entrato in carcere per chiudere il conto relativo alla pena (complessivamente 2 anni e 3 mesi) finita ora di scontare. —
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