Nel 2019 spegne quaranta candeline il concorso di poesia dialettale La Giarèda
Molti descrivono quadretti agresti o urbani d’un tempo che fu, spesso compiacendosi di termini fortemente vernacolari, incomprensibili per i giovani. Altri si soffermano con accenti critici sugli usi e sui costumi della nostra epoca. C’è chi impiega l’idioma della città e chi quello, molto diverso, della montagna o della bassa, con una resa ortografica più o meno regolare.
Sono i poeti dialettali, a cui è offerta una nuova occasione di mettersi alla prova dalla quarantesima edizione del concorso “La Giarèda”, aperto a tutti coloro, sempre meno numerosi, che sono capaci di verseggiare esprimendosi nel dialetto dei nostri antenati. Il bando è stato pubblicato sul sito del Comune (www.municipio.re.it). C’è tempo fino al 16 maggio per presentare i componimenti.
La premiazione avverrà il 4 settembre alle ore 18, durante la sagra della Giarèda, nella sala del Tricolore. Vi è richiesta la presenza di tutti i concorrenti. I vincitori dovranno leggere le loro poesie. La consuetudine vuole che siano consegnati tre primi premi. Quest’anno, però, vi sarà anche un premio speciale offerto dall’associazione del Cappelletto reggiano e dedicato alla poesia in grado di descrivere e valorizzare la tradizione di questa prelibatezza della gastronomia reggiana. Inoltre il Centro studi sul dialetto reggiano di Albinea riserva un premio alla miglior poesia il cui argomento tratti, descriva e valorizzi il dialetto reggiano. Due ulteriori premi sono stati previsti dalla Fabbriceria laica del Tempio della Ghiara. Ogni concorrente potrà partecipare con non più di tre componimenti poetici inediti, ciascuno con un massimo di 40 versi, accompagnati dalla traduzione in lingua italiana. I temi sono liberi.
I partecipanti comunicheranno le proprie generalità, ma la busta contenente le loro poesie sarà anomima, contrassegnata soltanto da un numero progressivo, per garantire l’imparzialità della giuria. Il concorso della Giarèda ha dato finora un grosso contributo alla conservazione e alla valorizzazione dei dialetti della nostra città e della provincia. I testi delle prime edizioni, spesso ispirati alle tradizioni laiche e religiose, alla storia e ai personaggi caratteristici, sono stati raccolti in volumi. —
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