Reggio Emilia, Sergio Incerti è sparito da 40 giorni: «Speriamo almeno di trovare il corpo»
Il 79enne inghiottito dal nulla dal 29 marzo scorso. Il figlio: «Il dramma peggiore è che resti un caso insoluto»
REGGIO EMILIA. «Oggi (ieri, ndr) sono passati esattamente 40 giorni da quando mio padre è scomparso. Penso ormai che sia morto: la speranza è di trovare il corpo e di poter celebrare il funerale».
Parole pesanti come macigni, quelle del figlio Luca, ma perfino la certezza di un decesso pare ai familiari un’alternativa migliore al limbo incomprensibile nel quale la famiglia del pensionato si macera nel gocciolìo dei giorni.
La vicenda, di cui si è occupata anche la trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, rimane un mistero. Sergio Incerti, 79 anni, residente in città, è scomparso venerdì 29 marzo. L’anziano, con perdite di memoria a breve termine (in precedenza aveva smarrito la via di casa per due volte, ma era stato aiutato da passanti gentili), quel giorno si è recato dalla dottoressa di famiglia senza essere accompagnato dalla moglie, come faceva di solito. Uscito dallo studio medico è svanito nel nulla; senza cellulare, aveva con sé appena 25 euro, niente bancomat né carte di credito.
L’ultimo avvistamento certo risale al mattino seguente, alle 10.37, quando le telecamere di un bar di via della Repubblica a Cavriago lo hanno ripreso in sella alla sua bicicletta. Una bici da donna con caratteristiche ben riconoscibili: di colore grigio metallizzato quasi bianco, con un cestino di vimini bianco davanti e un portapacchi dietro, nonché doppia canna. Indossava un giubbotto senza maniche blu sopra ad un dolcevita, jeans, scarpe da ginnastica grigio chiaro e un berretto di lana grigio melangiato.
Le ricerche iniziali sono state massicce: in supporto del figlio Luca, vigile del fuoco, si sono mobilitati un’ottantina tra pompieri, polizia, volontari, municipale, protezione civile e carabinieri, nonché battute a tappeto con l’utilizzo di elicotteri e droni; è nata una pagina Facebook (“Cerchiamo Sergio Incerti”), tuttora attiva, per raccogliere le numerose segnalazioni; appelli in tv e sui giornali; identikit diffusi a livello nazionale e un tavolo di coordinamento in Prefettura. Nonostante tutto ciò, il nulla: qualsiasi pista si è rivelata un vicolo cieco.
Sergio Incerti pare inghiottito da un buco nero. Come il caso di un uomo scomparso a Neviano degli Arduini (al di là dell’Enza, nel Parmense) nel maggio dell’anno scorso e mai ritrovato, nonostante i manifesti affissi anche nella nostra provincia. Nel frattempo il clamore mediatico si è affievolito e le ricerche ufficiali concluse, lasciando i familiari soli nell’angoscia.
«In teoria le ricerche non dovrebbero mai cessare finché c’è una persona scomparsa – dichiara il figlio – Di fatto i miei colleghi, che ringrazio, stanno continuando a battere aree come volontari».
Tra «i mille pensieri che nascono in testa» i congiunti ritengono «che gli sia successo qualcosa di più grave rispetto alla perdita di memoria. Non è possibile che una persona svanisca in questo modo».
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