Gazzetta di Reggio

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IL BANDO MINISTERIALE CONTESTATO 

Sindacati a fianco delle coop sociali per l’assistenza ai richiedenti asilo

Luciano Salsi
Sindacati a fianco delle coop sociali per l’assistenza ai richiedenti asilo

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I sindacati confederali si schierano a fianco delle cooperative sociali che hanno rifiutato di partecipare al nuovo bando ministeriale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, che taglia i contributi da 35 a 19 o 26 euro a testa.

Cgil, Cisl e Uil hanno concordato una linea d’azione comune in un recente incontro con i soggetti aderenti a Confcooperative (la lega bianca di ispirazione cattolica) che, associati in due reti d'impresa, gestiscono questa attività dal 2014: Ceis, Centro sociale Papa Giovanni XXIII, Coress, Dimora d’Abramo, La Vigna, L’Ovile e Madre Teresa.

Occorre anzitutto, a loro parere, ottenere un aumento dei fondi a disposizione tramite una «forte azione finalizzata a ripristinare condizioni di sostenibilità dei percorsi di accoglienza che a Reggio Emilia hanno assicurato buoni risultati grazie anche alla professionalità e alle competenze acquisite dai lavoratori che non debbono essere disperse».

Altrimenti, esiste il pericolo che le gare siano vinte da «soggetti senza scrupoli che facciano coincidere una pessima accoglienza con una speculazione finalizzata alla ricerca, comunque, di un guadagno scaricato sulla pelle dei richiedenti asilo e dei lavoratori».

I sindacati e Confcooperative temono, inoltre, che si passi «da un’accoglienza diffusa e sostenibile a forme di concentrazione in grandi strutture fuori controllo, con rischi per le comunità e gravi pregiudizi sul sostegno e l’accompagnamento dei richiedenti asilo».

Perciò confidano nel sostegno finanziario delle amministrazioni locali e della Regione per continuare a svolgere le attività di accoglienza straordinaria (insegnamento della lingua italiana, mediazione culturale, supporto legale, formazione professionale, percorsi di inserimento lavorativo e assistenza psicologica, sociale e sanitaria) che sono escluse dal nuovo bando ma impegnano tanti lavoratori «che non potrebbero essere assorbiti da altre attività in essere da parte delle imprese».

Per tutelarne l’occupazione i sindacati hanno chiesto di incontrare il prefetto, il presidente della Provincia e il coordinatore reggiano dell’Anci.

Alla base della vertenza si trova una divergenza ideologica. Secondo il Governo – è emerso dall’incontro – i richiedenti asilo sarebbero, fino a prova contraria, degli ospiti indesiderati a cui non si deve garantire altro che il vitto, l’alloggio, una scheda telefonica da 5 euro e una piccola paghetta, in attesa di rispedirli in gran parte ai loro Paesi.

Le cooperative sociali li ritengono invece dei rifugiati da inserire nel nostro Paese fornendo loro una formazione e opportunità di lavoro. Perciò, come spiegano nel “bilancio dell’accoglienza” presentato il 12 marzo scorso, in un anno e mezzo hanno attivato percorsi di integrazione che hanno assicurato servizi scolastici per 973 persone, 325 tirocini lavorativi, 104 contratti di lavoro, una formazione professionalizzante per 408 persone e attività di volontariato con l’impegno di 645 individui. —



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