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Pamm, sciolto il presidio dopo l’incontro col prefetto

Adriano Arati
Pamm, sciolto il presidio dopo l’incontro col prefetto

La vertenza non è finita: fissato un nuovo appuntamento per le trattative La protesta dei lavoratori Sì Cobas dopo il licenziamento di due lavoratori

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CASTELLARANO. Presidio sciolto e appuntamento a lunedì per nuove trattative più serene. Si è conclusa momentaneamente la protesta di alcuni lavoratori e del sindacato Si Cobas davanti alla sede della Pamm alla periferia di Roteglia, storica realtà locale per la realizzazione di imballaggi in legno per il settore ceramico.

Da lunedì era attivo un presidio portato avanti da nove lavoratori della International Logistic, un’azienda terza con sede legale a Sassuolo e sede operativa sempre a Roteglia, dove produce materiali del marchio Pamm. Dopo momenti di nervosismo crescente, nel pomeriggio di ieri una riunione in prefettura a Reggio ha parzialmente calmato le acque. All’incontro hanno preso parte il prefetto Maria Grazia Forte, una rappresentanza della questura, il sindaco di Castellarano Giorgio Zanni e le parti: le due aziende, i dipendenti e il sindacato, tutti con legali al seguito.

L’accordo raggiunto prevede l’interruzione delle proteste e un nuovo momento di confronto fra ditte e lavoratori lunedì.

Gli addetti coinvolti sono assunti dalla International Logistic, in cui sono stati assorbiti dopo aver lavorato alla Pamm. Il 3 maggio, due rappresentanti sindacali sono stati licenziati, e questo ha provocato un nuovo scontro, dopo che già nel 2018 vi erano stati fortissime frizioni. La richiesta dei lavoratori e di Si Cobas è il reintegro dei due licenziati, unita su garanzie di continuità lavorativa: diretta, nel caso della International Logistics, e indiretta nel caso della Pamm, principale committente della prima realtà. Il nodo più ostico appare quello legato al destino delle due persone.

«Gli operatori sono stati licenziati dalla nuova azienda il 3 maggio, senza preavviso, e pensiamo che dietro ci siano questioni politiche, legate alla loro appartenenza sindacale. E questo sei mesi dopo il passaggio di assunzione, dalla Pamm ad una società terza, che comunque lavora sempre per la Pamm. Non hanno nemmeno cambiato sede di lavoro», era l’accusa di Si Cobas. Un’accusa che lunedì, martedì e ieri ha portato al presidio di protesta.

Il blocco ha impedito ai camionisti di accedere alla sede Pamm e lunedì non sono mancati i momenti di tensione con alcuni trasportatori. Sul posto sono arrivati prima i carabinieri e poi gli agenti della Digos, che hanno raccolto le generalità dei presenti. Mercoledì mattina, il secondo fuoco: diversi mezzi pesanti diretti all’azienda per operazioni di carico e scarico sono arrivati a Roteglia e, non potendo entrare, hanno formato una lunga colonna arrivata sino alla fondovalle. Una situazione delicata, che poteva far presagire un ulteriore inasprimento, peggiorata dai disagi al transito in una zona di traffico perenne. Alla fine, si è arrivati alla riunione in prefettura grazie all’intervento del sindaco di Castellarano Giorgio Zanni, che ha chiesto proprio a prefettura e questura di convocare una riunione in cui mettere a sedere tutte le parti.

Anche i carabinieri locali hanno contribuito alle trattative, giunte a un accordo: il presidio è stato sciolto e tutti si sono trasferiti a Reggio, per una prima tregua. —

Adriano Arati

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