“Progetto Pancreas” raccolti 220mila euro dalla Apro Onlus
L’obiettivo è acquistare tecnologie e fare prevenzione ll primario Romano Sassatelli cita Salah: «Non mollare mai»
“Never give up”, ovvero “Non mollare mai” è il messaggio lanciato dal primario di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva del Santa Maria Nuova Romano Sassatelli, nel commentare con soddisfazione i 220mila euro raccolti fino ad ora con il “Progetto pancreas” di Apro Onlus. Un progetto che punta a capire, prevenire e curare il tumore del pancreas. Con a fianco il presidente e il vice presidente di Apro Giovanni Fornaciari e Cinzia Iotti (direttore del Reparto di Radioterapia Oncologia), Sassatelli, annunciando che la raccolta fondi giunta a metà percorso continuerà, ha preso a prestito il messaggio sulla maglietta indossata dal calciatore Salah in occasione di Liverpool – Barcellona. «Su quella maglietta - ha detto Sassatelli - campeggiava la scritta “Never give up” e cioè non mollare mai e anche noi non ci arrenderemo di fronte ad una malattia difficile come il tumore al pancreas». Una malattia spesso dall’esito infausto di cui si scoprono ogni anno 120 casi nella nostra provincia. «Il nostro compito - ha aggiunto - è quello di studiare meglio questa malattia di cui è difficile fare uno screening ed è difficile gestire la fase diagnostica e di palliazione». Da qui l’importanza, ha spiegato Sassatelli “del Registro tumori che ci dà informazioni sui fattori di rischio, la misura del problema e ci aiuta nell’individuazione delle tecnologie per combatterlo. A breve acquisteremo un infusore di mezzi di contrasto per utilizzare al meglio la sala Ibrida, la tecnologia acquisita anche grazie al contributo di Apro e per semplificare il lavoro della Radioterapia». Il tumore al pancreas infatti viene affrontato e combattuto in maniera multidisciplinare e a fianco all’utilizzo delle tecniche endoscopiche che consentiranno di arrivare fino all’interno della lesione, si farà ricorso anche alle avanzate tecnologie in uso in Radioterapia Oncologica. Al lavoro dei medici si affianca quello dei volontari di Apro e tra le tante iniziative dell’associazione si è da poco conclusa “L’arte per l’eccellenza della cura” che ha ottenuto un buon riscontro. Le opere e i quadri donati da artisti reggiani ancora disponibili dopo la mostra possono essere visionati nella sede di Apro Onlus che si trova nell’atrio del Core. —
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