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“Reggio è” punta alla moneta comunale «Ma non è anti-Euro»

E.Spa.
“Reggio è” punta alla moneta comunale «Ma non è anti-Euro»

Il progetto sarà presentato sabato al chiostro della Ghiara «Pagamenti virtuali contro la precarietà economica»

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REGGIO EMILIA. Una moneta locale complementare, valida solo per Reggio Emilia. Non è anti-Euro, ma è alternativa alla moneta unica europea. Ed è una proposta con cui “Reggio è”, una delle sei liste a sostegno del sindaco uscente e ricandidato alle amministrative del 26 maggio, Luca Vecchi, punta a far girare l’economia locale. Ma anche, e soprattutto, a far breccia in quell’elettorato “alternativo” che, per ragioni ideologiche o per semplici propensioni personali, da sempre si sente attratto a una visione locale della società. È questo l’argomento di cui si parlerà sabato alle 16 al Chiostro della Ghiara, in un incontro al quale interverrà il professor Massimo Amato, economista e docente all’Università Bocconi, il sindaco Luca Vecchi e Lanfranco de Franco, capolista di Reggio è. Coordina l’incontro Riccardo Grazioli, ricercatore del Centro Studi di Politica Economica e Monetaria dell’Università Cattolica.

In Sardegna si chiama Sardex. E secondo molti è l’unica moneta complementare che funzioni realmente. Ma l’idea – apparentemente bizzarra – si è comunque diffusa a macchia di leopardo in diverse zone d’Italia e d’Europa, con alterne fortune e con differenti modalità di applicazione. Iniziative che lasciano istintivamente pensare alle monete comunali proprie del Medioevo, se non fosse che in realtà trovano fondamento nel progetto DigiPay4Growth finanziato dall’Unione Europea, fondato sull’utilizzo dei pagamenti digitali della pubblica amministrazione per stimolare la crescita e l’occupazione di un territorio aumentando gli scambi, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese. In sostanza, l’amministrazione paga in anticipo attraverso crediti elettronici che possono circolare solo nel territorio fra tutti coloro che li accettano: individui e imprese commerciali e produttive, e pubblica amministrazione. Dopo un periodo prestabilito, il pagamento – generalmente un mese circa – si convertirà automaticamente in euro.

«Una moneta che nasce dai pagamenti del Comune – spiegano i promotori dell’iniziativa – ma che diventa la moneta comune dei cittadini. Dieci anni di crisi hanno mostrato che il problema non è che non ci sono i soldi ma che essi circolano poco e male. La moneta non passa per le mani di coloro che ne hanno bisogno e saprebbero cosa farne, e resta spesso inutilizzata e accumulata. Così le disuguaglianze aumentano, la disoccupazione non si riduce e i territori si indeboliscono. Diminuisce la loro capacità di inclusione economica e la loro tenuta sociale». Nel progetto di Reggio è, vengono contemplate erogazioni a soggetti in difficoltà, rimborsi per i tirocini, pagamenti ai fornitori: «Tutte operazioni che con la moneta complementare possono essere effettuate azzerando i tempi di attesa senza aggravio per la pubblica amministrazione. Si crea così, per un tempo determinato, un potere di acquisto dedicato al territorio che circola solo al suo interno e in modo più veloce rispetto agli euro, stimolando gli scambi e l’economia di prossimità». —

E.Spa.

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